Giuffrè Francis Lefebvre
17 ottobre

Area Legale

Riforma della legge fallimentare: il punto della situazione

È in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale la legge che delega al Governo la “Riforma delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (atto 2681). Il disegno di legge delega è infatti stato approvato dal Senato l’11 ottobre 2017, dopo essere stato approvato alla Camera il 1° febbraio 2017.
A decorrere dall’entrata in vigore della legge delega, il Governo ha 12 mesi di tempo per scrivere uno o più decreti legislativi che conterranno la Riforma. Più precisamente il Ministero della giustizia ha istituito una commissione incaricata di scrivere questi decreti e a presiedere la commissione è stato chiamato Renato Rordorf, già presidente della commissione che ha predisposto la prima versione della legge delega, poi modificata durante i lavori parlamentari.
L’ambizione è quella di presentare un innovativo Testo unico delle crisi d’impresa che, come brevemente precisiamo di seguito, conterrà una nuova procedura preventiva di allerta, rivedrà gli strumenti di risanamento crisi, innovando il concordato preventivo, le crisi da sovraindebitamento e gli accordi di ristrutturazione e sostituirà la procedura di fallimento con una nuova disciplina di liquidazione giudiziale.
È opportuno precisare che una materia molto discussa come l’amministrazione straordinaria è stata stralciata e ora segue un autonomo percorso in Parlamento.

Una prima grande novità che porterà la Riforma è la previsione di una procedura di allerta per anticipare l’emersione della crisi, prevenire l’insolvenza e risolvere i problemi economici e finanziari dell’impresa. Si tratta di uno strumento stragiudiziale affidato ad un organismo pubblico, costituito presso ogni Camera di commercio. L’impresa in crisi si può rivolgere direttamente a tale organismo per chiedere aiuto; in mancanza, l’organismo può essere sollecitato a intervenire su segnalazione dei sindaci, del revisore contabile, ma anche di creditori pubblici qualificati come l’agenzia delle Entrate e gli enti previdenziali (in caso di inadempimenti di rilevante importo). Scopo dell’organismo è assistere l’impresa offrendo un servizio di composizione assistita della crisi, privilegiando un accordo con tutti o parte dei creditori. Questa procedura ha natura riservata e confidenziale e ha una durata massima di sei mesi. In caso di esito negativo, se risulta lo stato d’insolvenza l’organismo deve fare una segnalazione al P.M. perché questi promuova il procedimento giudiziale per accertare lo stato d’insolvenza e per l’apertura della procedura liquidatoria. L’intervento del P.M. non impedisce all’impresa di proporre un concordato o di attivare strumenti alternativi alla liquidazione giudiziale.

La seconda grande novità che porterà la Riforma sarà la sostituzione dell’attuale disciplina del fallimento con una procedura denominata di “liquidazione giudiziale dei beni” con regole nuove che prevedono un potenziamento del ruolo del curatore, una fase di accertamento del passivo fondata su criteri di snellezza e concentrazione, una liquidazione dell’attivo basata sulla trasparenza e l’introduzione di un mercato nazionale telematico dei beni da vendere. È poi prevista la revisione della disciplina dei privilegi e la limitazione delle azioni di inefficacia e delle revocatorie fallimentari.

Altre novità riguardano:
a) la procedura in caso di crisi da sovraindebitamento: è resa più semplice e accessibile, viene estesa anche ai soci illimitatamente responsabili della società fallita e viene dato più peso alla esdebitazione;
b) gli accordi di ristrutturazione dei debiti: si prevede un’estensione del loro campo di applicazione, ad esempio con l’abbassamento delle percentuali necessarie per la sua conclusione e l’estensione dell’accordo con le banche anche a creditori non finanziari;
c) il  concordato preventivo: la legge delega introduce la preferenza ai concordati con continuità aziendale anche indiretta e limita il campo di applicazione dei concordati liquidatori. Maggiori poteri di manovra sono riconosciuti all’autorità giudiziaria nella verifica della fattibilità del piano ed è prevista una revisione delle misure protettive del patrimonio del debitore. Particolare attenzione è riservata al contenimento dei costo della procedura;
d) le s.r.l.: la legge delega interviene in materia di nomina dell’organo di controllo o del revisore ampliando i casi in cui tale nomina è obbligatoria, e regolando il caso della mancata nomina e della cessazione dell’obbligo di nomina;

Sono infine definiti aspetti cruciali come la crisi del gruppo societario, assente nell’attuale legge fallimentare.

La Redazione legale