Giuffrè Francis Lefebvre
30 maggio

Area Fiscale

Rientro dei cervelli in Italia: quadro generale delle agevolazioni

L’Agenzia delle Entrate ha fornito un quadro generale delle agevolazioni attualmente in vigore per favorire il trasferimento in Italia della residenza da parte di persone fisiche altamente qualificate,  allo scopo di sostenere e incentivare lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese.
Nella seguente tabella illustriamo le caratteristiche principali delle differenti agevolazioni che non possono essere godute cumulativamente fra loro.

Agevolazioni per favorire il rientro dei cervelli (1) Scadenza
A)
Docenti e ricercatori (2)

(art. 44 DL 78/2010 conv. in L. 122/2010)
I redditi di lavoro dipendente di ricercatori/docenti residenti all’estero, sia italiani che stranieri, che vengono a svolgere la loro attività in Italia sono imponibili solo per il 10% (3).
L’agevolazione interessa docenti/ricercatori, sia italiani che stranieri, che:
a) hanno un titolo di studio universitario o equiparato (se conseguito all’estero deve essere riconosciuto);
b) sono stati non occasionalmente residenti all’estero;
c) hanno svolto all’estero documentata attività di ricerca o docenza per almeno 2 anni continuativi (anche non immediatamente precedenti il rientro in Italia), presso centri di ricerca pubblici o privati o università;
d) svolgono l’attività di docenza e ricerca in Italia, ove hanno acquisito la residenza fiscale in Italia (indifferentemente prima o dopo l’inizio dell’attività di docenza e ricerca).
Si applica nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente in Italia e nei 3 successivi. Se il docente/ricercatore trasferisce la residenza all’estero nel periodo agevolato, l’agevolazione viene meno a partire dal periodo d’imposta in cui egli risulti non più fiscalmente residente in Italia. Eventuali altri redditi per attività svolte all’estero sono tassati integralmente.
La disciplina agevolativa concerne anche l’imponibile all’IRAP.
Agevol. permanente
B)
Contro-esodati

(L. 238/2010, DM 3 giugno 2011)
Agevolazione introdotta per il periodo 2011-2015 ma estensibile facoltativamente fino al 2017 (vedi oltre); consiste in una riduzione della base imponibile IRPEF dell’80% per le donne e del 70% per gli uomini (3). Interessa i cittadini UE che hanno risieduto continuativamente per almeno 24 mesi in Italia e che, a partire dal 20 gennaio 2009, hanno uno dei requisiti A) o B) insieme al requisito C):
A) laurea ed esercizio senza interruzione, negli ultimi 24 mesi o più, di attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa fuori dal loro paese di origine e dall’Italia;
B) residenza nel proprio Paese d’origine ma hanno studiato ininterrottamente per almeno 24 mesi, conseguendo una laurea o un titolo post-lauream, fuori dal Paese di origine e dall’Italia.
C)  sono assunti o intraprendono un’attività di lavoro autonomo o d’impresa in Italia e, nei successivi 3 mesi, trasferiscono il domicilio e la residenza in Italia (i soggetti rientrati in Italia fra il 7 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2015, devono aver trasferito la residenza o il domicilio in Italia entro il 29 aprile 2016).
Se i beneficiari dell’agevolazione trasferiscono nuovamente il proprio domicilio o la propria residenza fuori dall’Italia prima di 5 anni, decadono dalla stessa con conseguente recupero dei benefici già fruiti e applicazione delle relative sanzioni e interessi.
I soggetti  che si sono trasferiti in Italia nel 2015 (dipendenti, lavoratori autonomi o imprenditori) possono usufruire dell’agevolazione nel biennio 2016-2017 oppure, in alternativa, hanno potuto optare  per il regime agevolativo di cui al punto C1) seguente, con effetto dal 2016 al 2020 (Provv. AE 31 marzo 2017 n. 64188).
Quelli trasferiti nel 2016 possono optare per il  regime del punto C1) con effetto dal 2017 al 2020. L’opzione è effettuata (Provv. AE 29 marzo 2016 n. 46244):
– per i dipendenti, con richiesta scritta al datore di lavoro entro il 30 giugno 2017;
– per i lavoratori autonomi e gli imprenditori, nella dichiarazione dei redditi relativa al 2017.
2017
C)
Impatriati (2)

(art. 16 D.Lgs. 147/2015, DM 26 maggio 2016)
1) Laureati
Agevolazione applicabile dal 2016, interessa il reddito di lavoro dipendente e quello di lavoro autonomo, prodotto in Italia (3) da cittadini UE e, dal 2017, quelli di Stati extra UE con i quali è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, che  trasferiscono la residenza in Italia e che abbiano  uno dei seguenti requisiti:
– titolo di laurea (triennale o magistrale) e svolgimento continuativo di almeno 24 mesi di un’attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa  fuori dall’Italia;
– svolgimento continuativo di un’attività di studio fuori dall’Italia di almeno 24 mesi, conseguendo un titolo di laurea (triennale o magistrale) o una specializzazione post lauream.
Dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza in Italia  e per i 4 periodi successivi, tale reddito concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50%.
Agevol. permanente
2) Manager e lavoratori con elevata specializzazione
Agevolazione applicabile dal 2016, interessa il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia (3) da lavoratori (italiani o stranieri) con funzioni direttive e/o altamente qualificati o specializzati  (secondo i criteri del D.Lgs. 108/2012 e del D.Lgs. 206/2007: es. avente titolo di istruzione superiore) che  trasferiscono la residenza in Italia.
Dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza in Italia  e per i 4 periodi successivi, tale reddito concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% al ricorrere delle seguenti condizioni:
a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei 5 anni precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per almeno 2 anni;
b) l’attività lavorativa è prestata in Italia,  presso un’impresa (o un ente economico o uno studio professionale) residente in Italia, in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa (4);
c) l’attività lavorativa è prestata nel territorio italiano per un periodo superiore a 183 giorni nell’arco di ciascun periodo d’imposta (comprensivo di ferie, festività, riposi settimanali e altri giorni non lavorativi, nonché dei giorni di trasferta all’estero; è escluso il distacco). Se il requisito sussiste solo per alcuni dei periodi di imposta del quinquennio, il lavoratore si avvale dell’agevolazione per i soli anni in cui il requisito è soddisfatto.
Se il beneficiario trasferisce la propria residenza fuori dall’Italia prima che siano decorsi due anni dal suo trasferimento nel territorio dello Stato, decade dall’agevolazione (5). In tal caso si provvede al recupero dei benefici già fruiti, con applicazione delle relative sanzioni e interessi.
Dal 2017 l’agevolazione interessa anche i lavoratori autonomi che rispettano i requisiti indicati alle lettere a) e c) sopra indicate.
(1)  Il contribuente deve presentare richiesta scritta al datore di lavoro, contenente le proprie generalità, la sussistenza dei requisiti richiesti ecc.  per godere dell’agevolazione dal periodo di paga successivo alla richiesta; in assenza di richiesta, può goderne nella dichiarazione dei redditi.
(2) Se una persona (ricercatore, manager ecc.) trasferisce la propria residenza anagrafica in Italia dopo il 2 luglio, diviene fiscalmente residente solo dal 1° gennaio successivo, anno in cui decorre la tassazione agevolata.
(3) Le agevolazioni in esame non spettano per i redditi derivanti da attività di lavoro prestata all’estero. Se un soggetto ha prodotto nei primi mesi dell’anno redditi al di fuori dell’Italia e, rientrato in corso d’anno in Italia, risulta fiscalmente residente, detti redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo in via ordinaria, salva l’applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni.
(4) E’ agevolato non solo il lavoratore che si trasferisce in Italia per essere assunto da un’impresa italiana, ma anche il lavoratore che si trasferisce in Italia per prestare la propria attività presso una S.O.  di una impresa estera di cui è già dipendente, nonché il lavoratore distaccato in Italia in forza di un rapporto di lavoro instaurato all’estero con una società collegata alla società italiana.
(5) Il biennio di permanenza in Italia decorre dal periodo di imposta in cui il lavoratore diviene fiscalmente residente:
– se il lavoratore si è trasferito in Italia a marzo 2016, acquisendo la residenza fiscale per l’intero anno, il biennio è compiuto il 3 luglio del 2017;
– se si è trasferito in Italia a novembre 2016, il biennio comincia a decorrere dal periodo di imposta successivo (2017) e si compie il 3 luglio 2018.
In caso di contratto di lavoro dipendente a tempo determinato con scadenza anteriore al citato biennio, o in ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato anteriormente allo scadere del biennio per cause non imputabili al lavoratore, questi non decade dall’agevolazione purché non trasferisca la residenza fuori dall’Italia prima del biennio.

 

Per l’analisi dettagliata della disciplina relativa al reddito di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e di impresa si rinvia al Memento Fiscale 2017.

Circ. AE 23 maggio 2017 n. 17/E