Giuffrè Francis Lefebvre
14 marzo

Area Fiscale

PIR: chiarimenti

L'AE ha fornito alcuni chiarimenti in tema di agevolazioni per i piani di risparmio a lungo termine – c.d. PIR.

Si tratta di quei “contenitori” che sono destinati ad accogliere determinati strumenti finanziari, che soddisfano i requisiti indicati in tabella, e che determinano la non imponibilità dei redditi di capitale e diversi di natura finanziaria da essi prodotti, sia ai fini IRPEF, sia ai fini dell’imposta di successione (art. 1 c. 100 – 114 L. 232/2016).

Caratteristiche

Descrizione

Beneficiari: persone fisiche residenti

Devono detenere gli strumenti finanziari costituenti il PIR non in regime di reddito d’impresa

Partecipazioni di cui si ha la titolarità tramite il PIR

Non qualificate (per la definizione di partecipazione qualificata v. art. 67 c. 1 lett. c TUIR (1))

Costituzione del PIR:

 

1) vincolo di destinazione

Con la destinazione di somme o valori per un importo non superiore, in ciascun anno solare, a € 30.000 ed entro un limite complessivo non superiore a € 150.000.

In ciascun anno di durata del piano, per almeno 2/3 dell’anno, le somme o i valori destinati nel PIR devono essere investiti (c.d. investimenti qualificati (2)), per almeno il 70% del valore complessivo, in strumenti finanziari emessi o stipulati con imprese residenti in Italia o nell’UE o in Paesi SEE; la predetta quota del 70% deve essere investita, per almeno il 30%, in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle quotate.

Le somme o i  valori destinati nel PIR non possono essere investiti, per una quota superiore al 10% del totale, in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o in depositi e conti correnti

2) vincolo temporale (c.d. minimun holding period)

Gli strumenti finanziari in cui è investito il PIR devono essere detenuti per almeno 5 anni.

In caso di rimborso degli strumenti finanziari prima del quinquennio, il controvalore conseguito deve essere reinvestito in nuovi strumenti finanziari qualificati entro 90 giorni dal rimborso

3) strumento utilizzabile (attraverso intermediari abilitati o imprese di assicurazione residenti, o non residenti con S.O. nello Stato o in regime di libera prestazione di servizi con nomina di rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predetti intermediari)

Tramite apertura di un rapporto di custodia o amministrazione o di gestione di portafogli, con esercizio dell’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato, o di un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione

Principio di unicità

Ciascuna persona fisica non può essere titolare di più di un PIR e ciascun PIR non può avere più di un titolare

Conseguenze del venire meno delle condizioni richieste

Si decade dal beneficio relativamente ai redditi degli strumenti finanziari detenuti nel PIR con il conseguente obbligo di corrispondere le imposte non agate e gli interessi, senza applicazione di sanzioni

Irrilevanza per imposta successione

Non sussiste l’obbligo di includere gli strumenti che confluisco nel PIR nella dichiarazione di successione

1) Si tiene conto anche delle percentuali di partecipazione o diritti di voto possedute dai familiari della persona fisica e delle società o enti da loro direttamente o indirettamente controllati.

2) Sono tali anche le quote o azioni di OICR residenti in Italia o nell’UE o in Paesi SEE che investono, per almeno il 70% del proprio attivo, negli strumenti finanziari indicati.

 

Le precisazioni riguardano principalmente l'ambito applicativo (soggettivo ed oggettivo) della misura, gli strumenti oggetto del piano e le principali problematiche applicative che sorgono in costanza del piano e in caso di rimborso o di cessione dello stesso.

Di seguito se ne fornisce una breve sintesi.

Ambito applicativo

Il requisito della residenza fiscale del sottoscrittore, che deve essere attestato mediante autocertificazione all'intermediario presso il quale il PIR è detenuto, deve sussistere al momento di costituzione (o trasferimento) del piano.

Il trasferimento della residenza all'estero del sottoscrittore comporta:

- il consolidarsi del regime di esenzione dei redditi maturati e realizzati alla data di trasferimento, a condizione che il sottoscrittore continui a detenere - seppur come non residente - tali strumenti per la durata minima dei 5 anni previsti in generale;

- l'applicazione ai redditi maturati dalla data di perdita della residenza (con effetto dal 1° gennaio del medesimo periodo) del regime fiscale proprio dei non residenti;

- la non applicazione delle imposte nel caso di nuovo successivo trasferimento in Italia con contestuale conferimento degli strumenti che stanno completando il quinquennio in un "nuovo" PIR.

Il rimborso o la cessione dello strumento PIR “conformi” (che soddisfa cioè tutti i requisiti previsti dalla norma) dopo il trasferimento di residenza e prima dello scadere del quinquennio richiesto comporta la perdita del beneficio di non imponibilità, anche se le somme sono reinvestite nei successivi 90 giorni.

E’ stato inoltre precisato che:

- il rispetto del principio di unicità del PIR deve essere verificato nell’unità di tempo e non con riferimento a tutta la vita dell’investitore: egli quindi può essere titolare di più PIR, non contemporanei, nell’arco della propria vita;

- non essendo previsti limiti di età per il titolare del PIR quest’ultimo potrebbe essere anche un minore: l’usufruttuario (genitore cui è imputato per legge il reddito del minore) non deve però essere titolare contemporaneamente di altro PIR.

E’ stata inoltre chiarita la compatibilità dell'agevolazione con le misure previste per l'investimento nel capitale di start-up e PMI innovative, i cui benefici risultano pertanto cumulabili.

Sotto il profilo oggettivo, l'AE ritiene, in maniera poco condivisibile, data l’avvenuta recente assimilazione del connesso trattamento fiscale, che gli investimenti che hanno ad oggetto partecipazioni qualificate, se effettuati direttamente dalla persona fisica (non quindi tramite OICR o polizze assicurative specifiche) siano esclusi dall'agevolazione.

Il regime di esenzione non si estende inoltre alle imposte pagate all'estero sui medesimi redditi derivanti dai PIR, che non possono pertanto beneficiare del credito per imposte assolte all’estero eventualmente spettante.

Investimenti oggetto del piano: contratti derivati

Se, nell’ambito di un PIR detenuto da una persona fisica, sono inclusi contratti derivati l’agevolazione concessa  viene meno per due motivi:

- il limitato esborso di capitale che tali strumenti richiede, a copertura del rischio o ad incremento del guadagno mediante effetto leva, a fronte di esborsi quasi nulli, potrebbe generare effetti distorsivi sul mercato, privilegiando tali prodotti a discapito degli investimenti in azioni e obbligazioni, in contrasto con la finalità perseguita dalla misura introdotta con i PIR;

- l'effetto leva tipico dei contratti derivati potrebbe poi generare un superamento del limite del plafond all'investimento che non  consentito.

Se, invece, l'investimento in derivati è realizzato attraverso OICR PIR “conformi”, il rispetto dei limiti quantitativi all'investimento potrebbe non rappresentare un problema, dato che la verifica dell'ammontare investito è effettuata con riferimento alla sottoscrizione delle quote del fondo.

Reinvestimento in caso di rimborso e “recapture”

Se gli strumenti finanziari sono rimborsati prima della scadenza del quinquennio previsto occorre, per non perdere i benefici accumulati, che le somme conseguite siano reinvestite entro i successivi 90 giorni. E’ confermato che l'obbligo di reimpiego delle somme esiste anche risetto alla quota del 30% relativa agli investimenti “liberi”, ossia quelli non vincolati a determinate tipologie stabilite per legge.

L'ammontare da reimpiegare è quanto ricevuto in occasione del rimborso, considerando anche plus e minusvalenze eventualmente realizzate.

Il reinvestimento deve essere integrale, anche se dovesse comportare, per effetto di una plusvalenza realizzata, un investimento complessivo nel PIR eccedente il limite complessivo di € 150.000 ordinariamente stabilito come limite massimo.

Se, invece, lo strumento finanziario, prima dei 5 anni, è ceduto o le somme rimborsate non sono reinvestite entro 90 giorni (e fino al completamento del periodo minimo richiesto), i redditi derivanti dall'investimento sono soggetti a ripresa a tassazione (c.d. “recapture”), secondo le regole ordinarie del risparmio amministrato, con applicazione dell'aliquota di imposta vigente al momento della percezione del reddito (ossia nel momento rilevante ai fini dell'imposizione stessa), con interessi e senza sanzione.

Problematiche applicative

Le ritenute alla fonte e le imposte sostitutive eventualmente applicate e non dovute (ad es.  ritenute sugli utili derivanti da azioni e strumenti finanziari non immessi in sistemi di deposito accentrato) sui redditi derivanti da investimenti facenti parte del PIR, fanno sorgere in capo al titolare del piano il diritto a ricevere una somma corrispondente. Tale diritto è soddisfatto dagli intermediari abilitati e dalle imprese di assicurazione gestori dei PIR, che potranno recuperare gli importi versati in compensazione (non opera in questi casi né il limite annuale di € 250.000 né quello massimo di compensabilità di € 700.000).

Infine, i limiti dell'esenzione dall'imposta di successione esclude che l'esenzione per il trasferimento degli strumenti finanziari facenti parte di un PIR si estenda anche agli atti di liberalità inter vivos, cui continua ad applicarsi l'imposta di donazione.

Per l'analisi dettagliata della tassazione relativa ai redditi di capitale e redditi diversi si rinvia al Memento Fiscale 2018, disponibile dall’8 marzo.

Circ. AE 26 febbraio 2018 n. 3/E