Giuffrè Francis Lefebvre
24 settembre

Area Lavoro

Permessi del padre lavoratore: cumulo con l’indennità di maternità

Il padre lavoratore può godere dei riposi giornalieri per i figli (art. 40 D.Lgs. 151/2001):
-  nei casi di affidamento esclusivo della prole o di morte o grave infermità della madre;
- in via alternativa rispetto alla madre, lavoratrice dipendente, che non se ne avvalga;
- nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente (es. casalinga o lavoratrice autonoma), senza vincoli.
Se la madre è lavoratrice autonoma, il padre ha diritto ad utilizzare i permessi giornalieri anche nel periodo di fruizione dell’indennità di maternità da parte della stessa.
Si tratta di una modalità di godimento del diritto che trova giustificazione nella diversa condizione lavorativa della lavoratrice autonoma rispetto alla lavoratrice dipendente. La normativa prevede infatti:
- una diversa tutela economica per la lavoratrice autonoma (l’indennità di maternità viene corrisposta indipendentemente dall’effettiva astensione dal lavoro nei due mesi precedenti e nei tre mesi successivi al parto: artt. 66-68, c. 2 e 3, D.Lgs. 151/2001);
- la possibilità per la lavoratrice autonoma di riprendere la propria attività in qualsiasi momento, subito dopo il parto, e dunque anche mentre sta fruendo dell’indennità di maternità.
Pertanto, il padre lavoratore dipendente ha diritto a fruire dei riposi giornalieri per i figli anche nel caso in cui la madre, lavoratrice autonoma, abbia ripreso la propria attività professionale subito dopo il parto e stia contemporaneamente percependo l’indennità di maternità.
Per l’analisi dettagliata della disciplina dei congedi di maternità/paternità rinviamo a Memento Lavoro 2018.

Cass. 12 settembre 2018 n. 22177