Giuffrè Francis Lefebvre
15 giugno

Area Lavoro

Periodo di comporto: nullo il licenziamento intimato prima dello scadere del termine

Il licenziamento intimato prima dello scadere del periodo di comporto, solo in ragione del perdurante stato di malattia o infortunio del lavoratore, è da ritenersi nullo (per violazione di una norma imperativa: art. 2110, c. 2, c.c.) e non meramente inefficace.

Il licenziamento per superamento del periodo di comporto costituisce una fattispecie autonoma di recesso, diversa da quelle riconducibili ai concetti di giusta causa e giustificato motivo. L’avvenuto decorso del termine di comporto abilita il datore di lavoro a recedere per tale solo fatto, vale a dire senza che siano necessarie la sussistenza e l’allegazione di ulteriori elementi integranti un giustificato motivo.

Sostenere la legittimità del licenziamento intimato prima del termine del comporto significherebbe autorizzare un recesso dove il presupposto legittimante del licenziamento stesso non si è ancora realizzato.

Per approfondimenti sulla disciplina in tema di malattia del lavoratore rinviamo al Memento Lavoro 2018.

Cass. SU 22 maggio 2018 n. 12568