Giuffrè Francis Lefebvre
23 novembre

Area Fiscale

Nuove regole sullo Split Payment

I fornitori di particolari tipologie di clienti (in generale pubbliche amministrazione e società quotate) sono obbligati alla "scissione dei pagamenti" (c.d. split payment), che consiste nell'emissione di una fattura con IVA normalmente esposta che, però, non viene incassata in quanto tenuto al versamento dell'IVA all'Erario è il cliente.

Di seguito si riepiloga sinteticamente la disciplina dello split payment, alla luce delle modifiche introdotte negli ultimi mesi (art. 1 DL 50/2017 conv. L. 96/2017 e relativi decreti, nonché art. 3 DL 148/2017, in attesa di conversione) e dei chiarimenti di prassi.


Destinatari
Il fornitore deve emettere fattura con SP nei confronti dei destinatari riepilogati in tabella.

Cliente destinatario di SP

  Descrizione  

Pubbliche Amministrazioni PA (coincidenti con quelle già obbligate alla fatturazione elettronica)

inserite nell’elenco pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it), con esclusione dei "gestori di pubblici servizi"

società controllate (di diritto e di fatto) direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri e società controllate da queste ultime

inserite negli elenchi pubblicati sul sito del Mef entro il 15 novembre dell'anno precedente (*)

società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali e società controllate da queste ultime

società quotate inserite nell'indice Ftse Mib della Borsa italiana o nel diverso indice pubblicato dal Dipartimento delle Finanze (dal 1° luglio 2017)

(*) Se il controllo o l'inclusione nell'indice di Borsa variano in corso d'anno, ai fini dell'applicazione o meno dello SP, valgono criteri specifici.

 

Operazioni
Lo SP si applica a tutte le cessioni di beni o le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei clienti sopra indicati, nei limiti e alle condizioni specifiche indicate in tabella.

Operazioni

Applicabilità dello SP

Condizioni e/o note

soggette a reverse charge

 

se l’acquisto del bene o servizio è destinato:

no

- alla sfera di attività commerciale della PA

- all’attività istituzionale

sì, parzialmente

- ad entrambe parzialmente (ad es. fornitura di servizi di pulizia di un edifico in cui la PA svolge sia attività commerciale, sia attività istituzionale): solo sulla parte di attività istituzionale non commerciale (1)

con utilizzo del plafond

no

grazie al trattamento di non imponibilità determinato dall'invio della lettera d'intento

soggette ad autofattura

su prestazioni di servizi da non residenti

soggette ad inversione contabile da parte di enti pubblici senza partita IVA per acquisti inerenti attività istituzionali

su acquisti intra UE oltre soglia

documentate da ricevuta o scontrino fiscale, scontrino non fiscale (trasmissione telematica dei corrispettivi) o fattura semplificata

no

senza emissione di fattura (2) o

con emissione di fattura successivamente ai documenti indicati (solo per documentare il costo e l’IVA assolta dal cliente) (2)

soggette a regimi speciali:
(agenzie di viaggio, editoria, margine, agriturismo proloco e associazioni sportive in forfettario ecc.)

no

si tratta di operazioni che:
- non prevedono l’evidenza dell’IVA in fattura, oppure
- pur essendo fatturate con addebito di IVA, comportano un particolare meccanismo forfettario di determinazione della detrazione

per le quali la PA non effettua alcun pagamento diretto del corrispettivo al proprio fornitore

no

il fornitore ha già nella propria disponibilità il corrispettivo che gli spetta e che trattiene (es. servizi di riscossione delle entrate per conto della PA)

di gestione dei diritti collettivi di uso civico da parte degli enti pubblici gestori di demanio collettivo

no

si tratta dei diritti di pascolo, legna, funghi, caccia, pesca, acqua, sassi e semina

permutative (art. 11 DPR 633/72)

no, salvo che per eventuali conguagli

diversamente sarebbe vanificata la scelta del negozio permutativo

operazioni rese nei confronti dei dipendenti nell'interesse del datore di lavoro (soggetto allo SP)

no

se la fattura è emessa nei confronti del (ed intestata al) dipendente del soggetto nei cui confronti si applicherebbe lo SP

(1) Spetta alla PA l'onere di comunicare al fornitore la quota parte dell’acquisto destinata all'una o all'altra attività.
(2) Tuttavia, se la fattura è emessa su richiesta del cliente in luogo dello scontrino o della ricevuta fiscale, lo SP si applica.

 

Conseguenze per il fornitore

Adempimento

Descrizione

fatturazione e registrazione

nella fattura emessa il fornitore indica l’IVA, applicabile secondo le ordinarie regole, ed inserisce nella descrizione anche l'annotazione  che si tratta di operazione soggetta a "scissione dei pagamenti". La fattura va registrata nel registro “IVA vendite”, la relativa IVA deve essere annotata distintamente e non deve essere computata come imposta a debito nella liquidazione di periodo, dato che il fornitore non la incassa

richiesta dichiarazione a cliente

il fornitore, per essere certo dell'applicabilità dello SP, può richiedere al proprio cliente, tenuto a quel punto al relativo rilascio, un'attestazione in cui dichiara di essere un soggetto cui è riconducibile lo SP.
Il fornitore in possesso di tale attestazione è di conseguenza obbligato ad emettere fatture in SP (1)

Eventuale emissione di nota di variazione

modalità da seguire diversa a seconda che la nota da emettere sia (2):
- in aumento: si applica sempre lo SP;
- in diminuzione: per operazione originaria già in SP, si applica lo SP; altrimenti, si applicano le regole ordinarie (è comunque concesso, in un'ottica di semplificazione, di applicare lo SP anche se l'originaria operazione fosse con IVA ordinaria)

Eventuale richiesta di rimborso

il mancato incasso dell’IVA fatturata può determinare una posizione di costante credito per cui può essere richiesto il rimborso prioritario

1) La norma è ritenuta valida però solo per il primo periodo di applicazione delle nuove regole sullo SP, ossia dal 1° luglio 2017 fino all'emanazione degli elenchi definitivi dei soggetti obbligati (funzione costitutiva). Il rilascio dell'attestazione da parte del cliente, in contrasto col contenuto degli elenchi definitivi, è ritenuto dall'AF priva di validità.
2) Eventuali errori commessi (sempreché l'imposta sia stata assolta, ancorché irregolarmente) fino al 6 novembre 2017, non verranno comunque sanzionati.

 

Conseguenze per il cliente

Adempimento

Descrizione

liquidazione IVA

l'imposta da SP diviene esigibile, di regola, all'atto del pagamento dei corrispettivi dovuti (il versamento dell'IVA dovuta dal fornitore deve essere eseguito dall'acquirente entro il 16 del mese successivo (1), senza possibilità di compensazione e utilizzando apposito codice tributo, Ris. AE 10 novembre 2017 n. 139/E). Tuttavia può essere anticipata, su opzione (2), al momento della ricezione/registrazione della fattura (l'acquirente effettua la doppia registrazione della fattura, registro acquisti e vendite, come nel reverse charge: tale modalità consente di anticipare la compensazione tra credito e IVA)

rilascio dichiarazione a fornitore

se richiesto dal fornitore, il cliente è tenuto a rilasciare un'attestazione in cui dichiara di essere soggetto allo SP (3)

1) Per le operazioni la cui esigibilità si è verificata dal 1° luglio 2017 al 30 novembre 2017 il versamento, da parte della società soggetta a SP, può eseguito entro il 18 dicembre 2017 (art. 2 c. 3 DM 27 giugno 2017).
2) Nell'ambito delle PA tale possibilità è concessa a quelle che siano identificate ai fini IVA e che effettuino gli acquisti nell'esercizio di attività commerciali. Inoltre, in generale, la scelta per l'anticipazione dell'esigibilità può essere fatta con riguardo a ciascuna fattura ricevuta/registrata. Rileva a tal fine il comportamento concludente.
3) Eventuali errori commessi (sempreché l'imposta sia stata assolta, ancorché irregolarmente) fino al 6 novembre 2017, non verranno comunque sanzionati..

 

Per l’analisi completa degli adempimenti IVA si rinvia alla nuova edizione del Memento Fiscale 2017 e al Memento IVA 2017.

Circ. AE 7 novembre 2017 n. 27/E