Giuffrè Francis Lefebvre
11 ottobre

Area Legale

Misure per il contrasto dei reati contro la P.A. e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (C. 1189)

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio

Le Commissioni Riunite (I e II) della Camera hanno proseguito l’esame del provvedimento in sede referente, iniziato lo scorso 4 ottobre con l’intervento dei relatori, con alcune audizioni informali.

Per quanto di interesse, il provvedimento interviene con modifiche al codice civile e al d.lgs. 231/2001 e in particolare:

- con riferimento alle disposizioni penali in materia di società, consorzi ed altri enti privati contenute nel codice civile, prevede la procedibilità d’ufficio per i delitti di corruzione tra privati (art. 2635 c.c.) e di istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis c.c.) mentre la disciplina attualmente in vigore prevede che la tutela sia rimessa al potere discrezionale del soggetto leso (art. 3 ddl);
- inasprisce, in termini di durata, le sanzioni interdittive previste nell’ipotesi di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, derivante dalla commissione dei seguenti reati contro la pubblica amministrazione:
• concussione (art. 317);
• corruzione propria, semplice (art. 319) e aggravata (art. 319-bis) dal rilevante profitto conseguito dall’ente;
• corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter);
• induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater);
• dazione o promessa al pubblico ufficiale (o all’incaricato di pubblico servizio) di denaro o altra utilità da parte del corruttore (art. 321);
• istigazione alla corruzione (art. 322).

Si dispone infatti, che, nelle richiamate ipotesi di reato, la durata delle sanzioni interdittive a carico degli enti sia compresa tra 5 e 10 anni, mentre attualmente è previsto solo il limite minimo di durata, pari a un anno (art. 6 ddl che novella l’art 25 c. 5 D.Lgs. 231/2001).

La norma si riferisce alle sanzioni interdittive (di cui all’art. 9 c. 2 D.Lgs. 231/2001):

interdizione dall'esercizio dell'attività;

sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;

divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;

esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi;

divieto di pubblicizzare beni o servizi.

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio