Giuffrè Francis Lefebvre
29 ottobre

Area Lavoro

Licenziamento orale: termine per l’impugnazione

Di norma il licenziamento deve essere impugnato dal lavoratore entro 60 giorni dalla comunicazione del recesso, con qualsiasi atto scritto (giudiziale o stragiudiziale) purché idoneo a rendere nota al datore di lavoro la volontà del lavoratore. Occorre inoltre che, entro 180 giorni dalla data di spedizione dell'impugnazione, questa sia seguita dal deposito del ricorso giudiziale o dalla comunicazione alla controparte dell'eventuale richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato (art. 6 L. 604/66; art. 32, c. 1 e 2, L. 183/2010).
In caso di licenziamento orale invece non si applica il termine perentorio di 60 giorni previsto per l’impugnazione del licenziamento comunicato per iscritto.
Il recesso intimato oralmente infatti è da ritenersi giuridicamente inesistente: il lavoratore è dunque sottratto dall’onere della previa impugnazione stragiudiziale.
Di conseguenza, il lavoratore può agire per far dichiarare l'inefficacia del licenziamento orale entro il termine di prescrizione di 5 anni.
Per l’analisi dettagliata della disciplina dell’impugnazione del licenziamento rinviamo a Memento Lavoro 2018.

Cass. 12 ottobre 2018 n. 25561