Giuffrè Francis Lefebvre
23 novembre

Area Lavoro

Licenziamento ingiustificato: è costituzionalmente illegittimo il criterio di calcolo dell’indennità

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la disposizione del c.d. “contratto a tutele crescenti” (art. 3, c. 1, D.Lgs. 23/2015, c.d. Jobs Act) che prevede in caso di licenziamento ingiustificato un criterio di calcolo dell’indennità spettante rigido e ancorato alla sola anzianità di servizio (cioè, ad esempio per le aziende più grandi, 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio).

Tale disposizione infatti contrasta:
- con il principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) sotto il profilo dell’ingiustificata omologazione di situazioni diverse; la citata previsione infatti connota l’indennità, oltre che come rigida, come uniforme per tutti i lavoratori con la stessa anzianità, mentre il pregiudizio prodotto, nei vari casi, dal licenziamento ingiustificato dipende da una pluralità di fattori (l’anzianità di lavoro è solo uno dei tanti);
- con il principio di ragionevolezza, perché tale indennità sarebbe inidonea a costituire un adeguato ristoro del concreto pregiudizio subito dal lavoratore a causa del licenziamento illegittimo e un’adeguata dissuasione del datore di lavoro dal licenziare illegittimamente;
- con il diritto costituzionale al lavoro (art. 4, c. 1, Cost.) e con la tutela del lavoro «in tutte le sue forme ed applicazioni» (art. 35, c. 1, Cost.);
- con le norme costituzionali (art. 76 e 117 Cost.) in relazione all’art. 24 della Carta sociale europea secondo il quale, per assicurare l’effettivo esercizio del diritto a una tutela in caso di licenziamento, è necessario riconoscere il diritto dei lavoratori, licenziati senza un valido motivo, a un congruo indennizzo o altra adeguata riparazione.

Pertanto dall’8 novembre 2018 il giudice, quando accerta che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, soggettivo o per giusta causa di lavoratori c.d. “nuovi assunti” (cioè assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015), può discrezionalmente determinare la misura dell’indennità risarcitoria, nel rispetto dei limiti - minimo e massimo - tenendo conto non solo dell’anzianità di servizio del lavoratore ma anche degli altri criteri desumibili in chiave sistematica dall’evoluzione della disciplina limitativa dei licenziamenti: il numero dei dipendenti occupati, le dimensioni dell’attività economica, il comportamento e le condizioni delle parti.

Per l’analisi dettagliata della disciplina sulla tutela dal licenziamento ingiustificato rinviamo a Memento Lavoro 2018.

 

C. Cost. 8 novembre 2018 n. 194