Giuffrè Francis Lefebvre
11 giugno

Area Legale

Legge di delegazione europea 2018

a cura della Redazione

La Commissione Politiche dell’UE del Senato ha proseguito l'esame in sede referente della “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea Legge di delegazione europea 2018” (A.S. n. 944), già approvato dalla Camera dei deputati. Il seguito dell’esame congiunto è rinviato ad altra seduta.

Tra gli argomenti oggetto del provvedimento, per quanto di interesse, si segnala la delega al Governo:

  • per l’attuazione della Dir. (UE) 2017/1371 per la lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione. La Direttiva fissa norme minime per la definizione di tali reati e le relative sanzioni e prevede la punibilità delle forme di istigazione, concorso, favoreggiamento e tentativo e l’ipotesi della consumazione di tali reati nell’ambito di un’organizzazione criminale come circostanza aggravante.
    La nuova disciplina prevede la responsabilità per le persone giuridiche che abbiano tratto beneficio dalla consumazione di tali reati, qualora commessi da parte dei membri apicali delle stesse, o per l’omissione di controlli da parte dei propri vertici (art. 3);
  • per l’adeguamento della normativa nazionale al Reg. (UE) n. 655/2014, sulla procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale. Nei casi transazionali, il creditore può chiedere al giudice competente di emettere l’ordinanza europea di sequestro conservativo, fondata su un credito risultante da atto pubblico (sentenza o transazione), parallelamente o in cumulo con misure conservative nazionali, con l’obbligo di dichiararlo nella richiesta (art. 5);
  • per l’attuazione della Dir. (UE) 2017/828, volta a favorire un più consapevole e stabile coinvolgimento degli azionisti nel governo societario e la semplificazione dell’esercizio dei relativi diritti. In base alla Direttiva: i) le società hanno il diritto di identificare i propri azionisti; ii) gli intermediari devono agevolare l’azionista nell’esercizio dei suoi diritti; iii) gli investitori istituzionali e gestori di attività dovranno rendere note le proprie politiche di investimento nelle società partecipate; iv) si introducono norme relative alla politica di remunerazione degli amministratori e alle operazioni con i soggetti che sono in grado di esercitare un’influenza sulla società (cosiddetti "parti correlate") (art. 6);
  • per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Reg. (UE) 2017/1129, che stabilisce i requisiti relativi alla redazione, all’approvazione e alle modalità di diffusione del prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o per l’ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato. Il regolamento ha abrogato la previgente normativa per limitare gli oneri per le imprese piccole e medie (PMI), connessi al rispetto degli obblighi di tale disciplina, garantendo al contempo che gli investitori siano ben informati sui prodotti in cui stanno investendo (art. 8);
  • per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Reg. (UE) 2017/1131, sui fondi comuni monetari (FCM), che rappresentano uno strumento di finanziamento a breve termine per gli enti finanziari, le società e le amministrazioni pubbliche (art. 9).