Giuffrè Francis Lefebvre
19 luglio

Area Lavoro

“Jobs Act autonomi”: tutele minime garantite

Dal 14 giugno 2017, con l’entrata in vigore del c.d. "Jobs Act autonomi", è stato introdotto un sistema di tutele minime che riguardano vari aspetti del rapporto di lavoro dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi che svolgono le loro prestazioni nell’ambito di un contratto d'opera.

Di seguito ne esaminiamo le disposizioni principali. Per un approfondimento, rinviamo al Memento Lavoro 2017, II edizione, disponibile dal 21 agosto 2017.

 

Campo di applicazione

Le tutele riguardano i soggetti che svolgono:

- attività di lavoro autonomo nell'ambito di un contratto d'opera (art. 2222 e s. c.c.);
- una professione intellettuale per l'esercizio della quale è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi (art. 2229 e s. c.c.);

- lavoro autonomo la cui disciplina particolare è contenuta nel Libro IV c.c. (ad es. agenti e rappresentanti di commercio, mediatori, commissionari).

Sono esclusi dall'ambito di applicazione di tali tutele gli imprenditori, compresi i piccoli imprenditori (art. 2083 c.c.).

 

Forma del contratto e clausole abusive

Il contratto tra committente e lavoratore autonomo può essere stipulato con libertà di forma: tuttavia, davanti alla richiesta del lavoratore, il committente non può rifiutarsi di redigere il contratto in forma scritta.

Nel contratto si considerano abusive e prive di effetto le clausole:

- che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto;

- nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, che attribuiscono al committente la facoltà di recedere senza congruo preavviso;

- mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o della richiesta di pagamento.

Nell'ipotesi di clausole abusive o di rifiuto del committente di stipulare il contratto per iscritto, il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni, anche promuovendo un tentativo di conciliazione mediante gli organismi abilitati.

Ai rapporti contrattuali tra committenti e lavoratori autonomi si applica, in quanto compatibile, la disciplina relativa all'abuso di dipendenza economica (art. 9 L. 192/98).

 

Invenzioni del lavoratore

Salvo il caso in cui l'attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo retribuita, i diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali e alle invenzioni realizzate dal lavoratore autonomo nell'esecuzione del contratto spettano al lavoratore stesso (L. 633/41; D.Lgs. 30/2005).

 

Partecipazione ad appalti privati

Al fine di consentire la loro partecipazione ai bandi e concorrere all'assegnazione di incarichi e appalti privati, i soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, hanno la possibilità di costituire:

- reti di esercenti la professione e partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste (art. 3, c. 4-ter e s., DL 5/2009 conv. in L. 33/2009);

- consorzi stabili professionali;

- associazioni temporanee professionali (art. 48 D.Lgs. 50/2016).

 

Gravidanza, malattia e infortunio

La gravidanza, la malattia e l'infortunio del lavoratore autonomo che presta la propria attività in via continuativa per un committente non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro.

L'esecuzione del rapporto, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo massimo di 150 giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente.

In caso di maternità, previo consenso del committente, è possibile sostituire la lavoratrice autonoma con altri lavoratori autonomi (o soci) di fiducia della lavoratrice stessa in possesso dei necessari requisiti professionali, anche attraverso forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto (art. 4, c. 5, D.Lgs. 151/2001).

In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre 60 giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l'intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di 2 anni. Decorso tale termine il lavoratore deve versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a 3 volte i mesi di sospensione.

 

artt. 1, 3, 4, 12, 14 L. 81/2017