Giuffrè Francis Lefebvre
16 aprile

Area Legale

Inapplicabilità del giudizio abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio

L’Assemblea del Senato ha discusso il disegno di legge relativo all’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo  (S. 925), già approvato dalla Camera dei deputati.
Dopo l’intervento del relatore, la successiva discussione generale e la votazione sugli emendamenti al testo presentati, nessuno dei quali è stato approvato, l’Aula ha approvato definitivamente il disegno di legge nel suo complesso.

Il provvedimento, che si compone di cinque articoli:
- modifica l'art. 438 c.p.p. e prevede che non è ammesso il giudizio abbreviato per delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo. In caso di inammissibilità della richiesta di rito abbreviato - in quanto il fatto per il quale si procede è punito con l'ergastolo - l'imputato può riproporre la richiesta fino a che non siano formulate le conclusioni nel corso dell'udienza preliminare e, in caso di inammissibilità della richiesta di rito abbreviato dichiarata in udienza preliminare, il giudice, all'esito del dibattimento, applica – quando ritenga che il fatto accertato non sia punibile con l'ergastolo - la riduzione di pena connessa al rito speciale (art. 1);
- modifica l'art. 441-bis c.p.p., che disciplina l'ipotesi di nuove contestazioni del pubblico ministero nel corso del giudizio abbreviato. Il provvedimento, attraverso l'introduzione di un ulteriore comma, specifica che se le nuove contestazioni del pubblico ministero riguardano un delitto punito con l'ergastolo il giudice revoca l'ordinanza con cui è stato disposto il rito e il procedimento penale prosegue con le forme ordinarie (art. 2);
- interviene, anche con finalità di coordinamento, sull'art. 442 c. 2 c.p.p., relativo all'entità della pena applicabile, eliminando le attuali previsioni (art. 3);
- modifica l'art. 429 c.p.p. che disciplina il decreto che, all'esito dell'udienza preliminare, dispone il giudizio. Con l'inserimento di un comma 2-bis il provvedimento prevede che se, all'esito dell'udienza preliminare, l'originaria imputazione per delitto punito con l'ergastolo viene derubricata dal giudice dell'udienza preliminare, con il decreto di rinvio a giudizio lo stesso giudice deve avvisare l'imputato della possibilità di richiedere, entro quindici giorni, il rito abbreviato (art. 4);
- prevede l'entrata in vigore della riforma e la sua applicabilità ai fatti commessi successivamente ad essa (art. 5).