Giuffrè Francis Lefebvre
13 febbraio

Area Legale

E se il matrimonio “non s’ha da fare” è possibile chiedere il risarcimento e la restituzione dell’anello?

Quando si rompe la promessa di  matrimonio, quando cioè uno dei promessi sposi decide di non celebrare più il matrimonio senza addurre un giustificato motivo, l’altro può chiedere al giudice un risarcimento dei danni subiti.

La cassazione però afferma che è il risarcimento deve essere circoscritto ai danni patrimoniali (ricomprende, ad esempio, le spese sostenute per l’organizzazione del matrimonio) mentre non è possibile chiedere il risarcimento dei danni non patrimoniali, come i danni morali e psicologici conseguenti alla mancata celebrazione del matrimonio. Un risarcimento anche di tali danni, dicono i giudici, potrebbe infatti tradursi in una forma di indiretta pressione sul promittente che lo spingerebbe ad accettare anche un legame non voluto (Cass. 2 gennaio 2012 n. 9).

A seguito della rottura della promessa di matrimonio è possibile chiedere anche la restituzione dei doni fatti (ad esempio l’anello di fidanzamento) e questo a prescindere dalle cause della rottura che rimangono prive di rilevanza (Trib. Monza 31 marzo 2011, Trib. Bari 28 settembre 2006).