Giuffrè Francis Lefebvre
09 marzo

Area Lavoro

Donne vittime di violenza: congedi e sospensioni dal lavoro

Le donne vittime di volenza di genere, inserite in percorsi di protezione, possono assentarsi dal lavoro per motivi connessi a tali percorsi.

La disciplina differisce a seconda che si tratti di lavoratrici dipendenti, di collaboratrici coordinate e continuative o di lavoratrici autonome.

 

LAVORATRICI DIPENDENTI

(art. 24 D.Lgs. 80/2015; art. 43, c. 2, D.Lgs. 148/2015; Circ. INPS 15 aprile 2016 n. 65)

 

Le lavoratrici dipendenti di datori di lavoro privati (con esclusione di quelle domestiche) hanno diritto ad un congedo indennizzato per un periodo massimo di 3 mesi (equivalenti a 90 giornate di prevista attività lavorativa), a condizione che:

– risultino titolari di rapporto di lavoro in corso di svolgimento con obbligo di prestare l’attività lavorativa;

– siano inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio.

Il congedo può essere fruito su base oraria o giornaliera nell’arco temporale di 3 anni secondo quanto previsto dagli accordi collettivi nazionali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. I 3 anni si intendono decorrenti dalla data di inizio del percorso di protezione certificato.

Se la contrattazione prevede una delle due modalità (oraria o giornaliera), il congedo è fruibile nella modalità indicata. In caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, la dipendente può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero (contrattuale) del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo.

Se l’orario medio giornaliero del mese precedente è pari ad 8 ore, l’assenza oraria nella giornata di lavoro deve essere pari a 4 ore, a prescindere dall’articolazione settimanale dell’orario di lavoro

Il congedo non è fruibile né indennizzabile nei giorni in cui non vi è obbligo di prestare attività lavorativa quali, ad esempio, giorni festivi non lavorativi, periodi di aspettativa o di sospensione dell’attività lavorativa, pause contrattuali nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto.

Se la lavoratrice ha un’attività di lavoro su 5 giorni lavorativi ed indica un periodo di congedo per due settimane continuative dal lunedì della prima settimana al venerdì della seconda, il sabato e la domenica inclusi tra le due settimane non vanno conteggiati né indennizzati a titolo di congedo.

1) Nei rapporti di lavoro a termine o in caso di licenziamento il congedo non è fruibile dopo la cessazione del rapporto di lavoro (art. 5 bis DL 93/2013 conv. in L. 119/2013).

2) Il periodo di congedo è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del TFR.

3) Il periodo è coperto da contribuzione figurativa, che spetta anche nel caso in cui il congedo sia fruito in modalità giornaliera o oraria. La contribuzione figurativa (art. 40 L. 183/2010) corrisponde agli elementi ricorrenti e continuativi della retribuzione persa nel periodo, nelle giornate o nelle ore di congedo.

 

Indennità

Durante il periodo di congedo la lavoratrice ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione (con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento economico). Per ultima retribuzione si intende quella percepita nel periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo.

L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per i trattamenti economici di maternità.

1) Per individuare il valore della retribuzione media giornaliera, e quindi l‘importo giornaliero dell’indennità da corrispondere per le giornate di congedo fruite, si procede secondo le indicazioni previste per l’indennità di maternità (art. 23 D.Lgs. 151/2001).

2) In caso di fruizione oraria la lavoratrice ha diritto a percepire l’indennità in misura pari alla metà dell’indennità giornaliera sopra indicata.

 

Adempimenti della lavoratrice

Per fruire del congedo in oggetto la lavoratrice deve:

preallertare il datore di lavoro almeno 7 giorni prima dell’inizio del congedo, salvi casi di oggettiva impossibilità;
indicare al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo di congedo;

consegnare al datore di lavoro la certificazione relativa al percorso di protezione.

Per consentire all’INPS le verifiche di competenza, la lavoratrice deve presentare domanda alla Struttura territoriale INPS, di regola prima dell’inizio del congedo (al limite, anche lo stesso giorno di inizio dell’astensione).

 

COLLABORATRICI COORDINATE E CONTINUATIVE

(artt. 24, c. 2 e 3, e 26 D.Lgs. 80/2015; art. 43, c. 2, D.Lgs. 148/2015)

 

Le collaboratrici inserite nei percorsi di protezione debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio (art. 5 bis DL 93/2013 conv. in L. 119/2013), hanno diritto alla sospensione del rapporto contrattuale per motivi connessi allo svolgimento del percorso di protezione. Il periodo di sospensione (al massimo di 3 mesi) corrisponde all’astensione dal lavoro.

La collaboratrice, salvo casi di oggettiva impossibilità, è tenuta ad avvisare il committente con un termine di preavviso non inferiore a 7 giorni, con l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo di congedo e a produrre la certificazione.

 

LAVORATRICI AUTONOME

(art. 1, c. 241 e 242, L. 232/2016)

 

Dal 1° gennaio 2017 alle lavoratrici autonome inserite in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere è riconosciuto il diritto ad astenersi dal lavoro per un periodo massimo di 3 mesi (art. 24, c. 1, D.Lgs. 80/2015).

Durante il periodo di congedo, la lavoratrice autonoma ha diritto a percepire un‘indennità giornaliera pari all’80% del salario minimo giornaliero stabilito per la qualifica di impiegato (Tabella A art. 1 DL 402/81 conv. in L. 537/81).

 

Per ulteriori approfondimenti, rinviamo al Memento Lavoro 2017