Giuffrè Francis Lefebvre
17 maggio

Area Fiscale

Depositi IVA: ultimi chiarimenti

L’AE ha confermato che la modalità corretta di assolvimento dell’IVA all’estrazione dei beni (versamento diretto o inversione contabile), è determinata dall’operazione (nazionale o meno) con la quale il bene è stato introdotto nel deposito; sono irrilevanti le eventuali successive cessioni e, in ogni caso, la base imponibile è costituita dal corrispettivo dell’ultima di esse.

Se i beni introdotti subiscono lavorazioni complesse che rendono impossibile individuarne il collegamento con quelli estratti, è possibile ripartire il corrispettivo di questi ultimi sulla base di criteri proporzionali, ad esempio utilizzando la quantità percentuale di materie prime di provenienza nazionale rispetto alla quantità totale introdotta in un determinato periodo.

È stato inoltre precisato che la modalità di assolvimento mediante versamento diretto non prevede la possibilità di scomputare il credito IVA proveniente dalla liquidazione periodica (c.d. compensazione verticale).

Per i soggetti che procedono all’estrazione avvalendosi della facoltà di non applicare l’IVA in quanto esportatori abituali, l’AE ha infine confermato che è necessario:

  • compilare una dichiarazione d’intento per ogni singola estrazione, indicando come destinatario il gestore del deposito;
  • trasmettere la dichiarazione all’AE ed acquisire la relativa ricevuta telematica;
  • consegnare entrambe al gestore del deposito, che procede a riscontrarne telematicamente l’avvenuta presentazione.

 

Per l’analisi dettagliata della disciplina relativa ai depositi IVA si rinvia al Memento Fiscale 2017 e al Memento IVA 2017.

Ris. AE 3 maggio 2017 n. 55/E, Ris. AE 20 marzo 2017 n. 35/E