Giuffrè Francis Lefebvre
11 ottobre

Area Legale

Decreto sicurezza (DL 113/2018) discussione sulla conversione in legge

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha iniziato l’esame in sede referente del decreto (DL 113/2018) recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (S. 840).

In particolare il decreto:

a) estende la previsione dell'applicazione del rito camerale, di cui agli artt. 737 e ss. c.p.c., alle controversie aventi ad oggetto l'impugnazione dei provvedimenti delle Commissioni territoriali o nazionale di diniego della "protezione speciale"  (art. 1 c. 2 lett. b) DL 113/2018, che modifica l'art. 35-bis c. 1 D.Lgs. 25/2008);
b) modifica la competenza delle sezioni giudiziarie specializzate in materia di protezione internazionale, istituite  presso ciascun Tribunale ordinario del luogo nel quale hanno sede le Corti d’appello, intervenendo sul DL 13/2017, convertito, con modificazioni, dalla L. 46/2017. In particolare, attribuisce alla competenza di tali sezioni specializzate:

- le controversie in materia di diniego della «protezione speciale» proposta dalle Commissioni territoriali quando valutano la sussistenza del divieto di respingimento (art. 1 c. 3 lett. a) n. 2) DL 113/2018);
- le nuove ipotesi tipizzate di casi speciali di permesso di soggiorno (per calamità, per cure mediche) e le ipotesi, già previste per vittime di tratta, di violenza domestica e di grave sfruttamento lavorativo, riconducibili ad esigenze umanitarie e discendenti da obblighi europei o internazionali (art. 1 c. 3 lett. a) n. 3) DL 113/2018);

c)  interviene sulla disciplina delle controversie in materia di diniego o di revoca dei permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario (art. 1 c. 5 DL 113/2018 che introduce l’art. 19-ter D.Lgs. 150/2011), disponendo l'applicazione del rito sommario di cognizione.

La competenza è della sezione specializzata per le controversie in materia di rifiuto di rilascio, diniego di rinnovo o revoca dei permessi di soggiorno di protezione speciale del luogo in cui ha sede l'autorità che ha adottato il provvedimento. Il tribunale giudica in composizione collegiale.

Il ricorso deve essere proposto entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, a pena di inammissibilità - o entro sessanta giorni, se il ricorrente risieda all'estero. Tale ricorso può essere depositato anche a mezzo del servizio postale ovvero per il tramite di una rappresentanza diplomatica o consolare italiana. Nel secondo caso, l’autenticazione della sottoscrizione e l’inoltro alla autorità giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al difensore è rilasciata altresì dinanzi alla autorità consolare.

Quando sia presentata istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, l’ordinanza è adottata entro cinque giorni.

L’ordinanza che definisce il giudizio non è appellabile.

Il termine per proporre ricorso in Cassazione è fissato in trenta giorni (decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza a cura della cancelleria, da effettuarsi anche nei confronti della parte non costituita).

La procura alle liti per la proposizione del ricorso per cassazione deve essere conferita, a pena di inammissibilità del ricorso, in data successiva alla comunicazione dell’ordinanza impugnata.

Si applicano le disposizioni sulla trattazione di queste controversie in via di urgenza e sulla non applicabilità della sospensione feriale dei termini processuali.

d) reca disposizioni in materia di cittadinanza, modificando la L. 91/1992,  e in particolare:

- in relazione alla istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio, preclude il rigetto dell’istanza ove siano decorsi due anni dalla data di presentazione dell’istanza medesima, corredata dalla documentazione prevista dalla legge (art. 14 c. 1 lett. a) DL 113/2018);
- prolunga da 24 a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti sia di concessione della cittadinanza per residenza sia di quelli di attribuzione per matrimonio. Il medesimo termine si applicherà ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza avviati dall'autorità diplomatica o consolare o dall'ufficiale di stato civile per le istanze che si fondano su fatti accaduti prima del 1° gennaio 1948  (art. 14 c. 1 lett. c DL 113/2018  che introduce l’art. 9-ter L. 91/1992);
- prevede la revoca della cittadinanza per coloro che abbiano riportato condanne definitive per delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni, nonché per i reati di assistenza ad appartenenti ad associazioni sovversive e con finalità di terrorismo e di sottrazione di beni sottoposti a sequestro per prevenire il finanziamento di condotte con finalità di terrorismo (artt. 270-ter e 270-quinquies.2 c.p.) (art. 14 c. 1 lett. d) DL 113/2018  che introduce l’art. 10-bis  L. 91/1992).

e)  modifica le norme in materia di spese di giustizia,  escludendo nel gratuito patrocinio nel processo civile:

- il diritto del difensore al compenso professionale ove l’impugnazione, anche incidentale, venga dichiarata inammissibile;
- il diritto del consulente tecnico di parte alla liquidazione delle spese sostenute quando le consulenze apparivano irrilevanti o superflue ai fini della prova già al momento del conferimento dell'incarico (art. 15 DL 113/2018 che introduce l’art. 130-bis DPR 115/2002).

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio