Giuffrè Francis Lefebvre
15 maggio

Area Legale

Conversione del D.L. 22/2019 sugli effetti della eventuale "Brexit" senza accordo

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio

L’Assemblea della Camera ha iniziato e concluso l’esame del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 22 del 2019, recante Misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest’ultimo dall’Unione europea senza un accordo (c.d. Hard Brexit) (C. 1789).
Le norme del decreto-legge convertito saranno superate ove, entro il 31 ottobre 2019, fosse recepito dal Regno Unito l’accordo di recesso già stipulato ex art. 50 TUE e, per le future relazioni con l’Unione Europea, si addivenisse a un accordo o, analogamente, qualora il Regno Unito esercitasse l’opzione di revocare la notifica di recesso dall’Unione.

Il provvedimento, per quanto di interesse:
- reca la disciplina transitoria applicabile per garantire la stabilità finanziaria in caso di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea in assenza di accordo e fornisce le definizioni di alcune espressioni utilizzate nel testo del decreto, indicandone il significato (art. 2);
- disciplina la prestazione di specifici servizi e attività bancarie e finanziarie in Italia da parte di banche, imprese di investimento e istituti di moneta elettronica del Regno Unito dopo la data a decorrere dalla quale avrà effetto il recesso del Regno Unito dall'UE  in assenza di un accordo, fino al termine del diciottesimo mese successivo (periodo transitorio) (art. 3);
- disciplina la cessazione dell'operatività da parte di specifici soggetti del Regno Unito operanti in Italia. Per i soggetti che possono continuare ad operare in Italia viene disposta la cessazione di specifiche attività ovvero la cessazione integrale dell'operatività nel caso in cui non vengano soddisfatti gli obblighi di notifica e la richiesta di autorizzazione previsti dall'art. 3 DL 22/2019, fatta salva la possibilità di continuare a gestire gli eventi del ciclo di vita di specifici contratti derivati non soggetti a compensazione da parte di una controparte centrale (derivati OTC) (art. 4);
- indica i soggetti aventi sede in Italia per i quali, nel rispetto delle disposizioni previste nel Regno Unito, viene consentita la prosecuzione dell'attività nel periodo transitorio. In particolare, stabilisce che, fermo restando quanto specificamente previsto per i gestori di sedi di negoziazione, possono continuare a operare nel Regno Unito nel periodo transitorio:

- banche,
- imprese di investimento,
- istituti di pagamento,
- istituti di moneta elettronica,
- società di gestione del risparmio (SGR),
- società di investimento a capitale variabile e fisso (Sicav e Sicaf),
- gestori di fondi EuVECA, EuSEF e ELTIF,
- intermediari finanziari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 106 del TUB.

Tali soggetti, per proseguire ad operare sul territorio del Regno Unito nel periodo transitorio, devono:

- notificare alle autorità competenti l'intenzione di continuare a operare entro tre giorni lavorativi antecedenti la data di recesso, secondo le modalità previste dalle medesime autorità;
- operare nel rispetto delle disposizioni previste nel Regno Unito,
La prosecuzione dell'attività da parte dei suddetti soggetti oltre il periodo transitorio è subordinata alla presentazione dell'istanza di autorizzazione allo svolgimento delle relative attività, la quale deve essere presentata alle autorità competenti entro 12 mesi anteriori alla fine del periodo transitorio (art. 5);

- stabilisce l'obbligo per le banche, le imprese di investimento, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica di mantenere l'adesione ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela disciplinati, per quanto riguarda i servizi bancari, dall'art. 128-bis TUB e, per quanto riguarda i servizi di investimento, dall'art. 32-ter TUF. I soggetti che operano in regime di libera prestazione di servizi possono non aderire a tali sistemi purché aderiscano o siano sottoposti a un sistema estero di composizione stragiudiziale delle controversie, partecipante alla rete Fin-Net promossa dalla Commissione europea (art. 7);
- stabilisce che banche e imprese di investimento che possono continuare a svolgere le attività e servizi bancari e di investimento nel periodo transitorio devono aderire di diritto ai sistemi italiani di garanzia dei depositanti aderenti e di indennizzo degli investitori. Il Decreto stabilisce anche obblighi informativi nei confronti dei depositanti e degli investitori che consentano loro di essere correttamente informati sulle tutele loro applicabili (art. 8);
- dispone che le imprese di assicurazione del Regno Unito, operanti nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento o di libera prestazione dei servizi, sono cancellate dall'elenco delle imprese UE dopo la data di recesso e nel periodo transitorio proseguono l'attività nei limiti della gestione dei contratti e delle coperture in corso alla data di recesso senza assumere nuovi contratti, né rinnovare, anche tacitamente, contratti esistenti (art. 9);
- prevede che gli intermediari assicurativi, anche a titolo accessorio, o riassicurativi del Regno Unito, operanti in Italia, cessano la loro attività entro la data di recesso dall'UE e sono cancellati dal registro degli intermediari. Sono fatte salve le operazioni necessarie all'ordinata chiusura dei rapporti di distribuzione già in essere, non oltre il termine massimo di sei mesi dalla data di recesso (art. 10);
- dispone la prosecuzione dell'attività delle imprese italiane di assicurazione o riassicurazione operanti nel territorio del Regno Unito in regime di stabilimento o di libera prestazione dei servizi (art. 11);
- interviene sulla disciplina dei limiti di investimento dei fondi pensione ai fini della quale assimila, per tutto il corso del periodo transitorio, i fondi di investimento del Regno Unito ai fondi europei (art. 12);
- dispone il mantenimento della legislazione vigente in materia fiscale durante il periodo transitorio previsto dall'accordo di recesso (art. 13);
- profila una disciplina transitoria in materia di soggiorno in Italia dei cittadini del Regno Unito e dei loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea, in modo tale che questi conseguano (al ricorrere di determinate condizioni) o un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o un permesso di soggiorno "per residenza". Decorso il periodo transitorio - e dunque a decorrere dal 1° gennaio 2021 - tali soggetti sono considerati, ai fini del soggiorno in territorio italiano, quali cittadini di Stato non membro dell'Unione europea. Siffatte disposizioni si applicano solo per il caso di recesso senza accordo del Regno Unito dall'Unione europea, con decorrenza dall'effettivo recesso (art. 14);
- detta una disciplina transitoria per i cittadini del Regno Unito, prevedendo che ai fini del conferimento della cittadinanza italiana, i cittadini del Regno Unito siano equiparati (fino al giuramento) ai cittadini dell'Unione europea, se abbiano maturato il requisito di legale residenza protrattasi per almeno quattro anni, alla data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea - e qualora presentino domanda entro il 31 dicembre 2020. Diversamente, permane la concessione della cittadinanza allo straniero che risieda legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica (art. 15);
- inserisce nel TUB il principio di reciprocità quale condizione per il rilascio dell'autorizzazione a esercitare l’attività bancaria da parte della Banca d'Italia all'operatività senza stabilimento di succursali sul territorio della Repubblica delle banche extracomunitarie (art. 19-bis).