Giuffrè Francis Lefebvre
17 aprile

Area Fiscale

Chiarimenti sulla definizione agevolata delle liti pendenti

L'AE ha fornito alcuni utili chiarimenti in merito alla definizione agevolata delle liti pendenti il cui termine per il versamento della prima rata e per la presentazione della domanda scade il 31 maggio 2019.

Liti definibili
Possono essere definite le controversie comprese nella giurisdizione tributaria ma erroneamente instaurate avanti al giudice ordinario o amministrativo.
I giudizi (proposti contro l'AE o in cui questa sia intervenuta) aventi ad oggetto cartelle di pagamento e ruoli sono definibili quando questi rappresentano atti impositivi e non di mera riscossione.
Nel caso di cartella emessa a seguito di controllo formale della dichiarazione (ai sensi degli artt. 36 bis e 36 ter DPR 600/73 o dell'art. 54 bis DPR 633/72) la lite è definibile quando in sede di controllo sono state ridotte o escluse deduzioni o detrazioni o in tutti quei casi in cui vi sia una rettifica o correzione della dichiarazione presentata dal contribuente.
Non sono invece definibili quelle emesse per la riscossione di tributi dichiarati dal contribuente.
Generalmente, la cartella successiva ad accertamento non è definibile, in quanto atto di riscossione. Tuttavia, se con l'impugnazione della cartella il contribuente fa valere l'omessa o irregolare notifica dell'accertamento, il giudizio attiene alla pretesa impositiva e dunque è definibile.
Se pende separato giudizio sull'accertamento, può essere definito solo questo.

I giudizi aventi ad oggetto avvisi di liquidazione delle imposte di registro e ipocatastali, sono definibili quando con essi l'AE fa valere una pretesa impositiva nuova o maggiore rispetto a quella applicata in sede di registrazione; sono ad esempio definibili gli avvisi per recupero dell'agevolazione prima casa.
Anche l'avviso di liquidazione dell'imposta principale di successione (quella dovuta sulla base della dichiarazione) è definibile se con esso l'AE corregge errori commessi dal contribuente o disconosce riduzioni o detrazioni; non è definibile se è mera riscossione del tributo sulla base della dichiarazione del contribuente.

Non sono definibili:
- le liti, rientranti nella giurisdizione tributaria ma aventi ad oggetto atti dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o dell'AdR in cui l'AE non sia stata chiamata in giudizio o non sia intervenuta (esempio, cartella di pagamento impugnata per vizi propri);
- aventi ad oggetto dinieghi di agevolazioni senza contestuale liquidazione d'imposta o irrigazione sanzioni (se c'è liquidazione d'imposta, la definizione può riguardare la pretesa impositiva e le sanzioni ma non la spettanza in astratto dell'agevolazione).

Valore della lite e importo dovuto
I contributi previdenziali e assistenziali, anche se indicati negli avvisi di accertamento non concorrono alla determinazione dell'importo dovuto in quanto non oggetto di definizione.
Fra le somme dovute per la definizione agevolata dei carichi pendenti, si scomputano solo quelle effettivamente versate ma escluse le somme di spettanza dell'AdR e gli interessi di dilazione per la definizione; le ulteriori somme dovute per la definizione dei carichi pendenti non devono essere più versate, restando assorbite dalla definizione della lite.
Non si scomputano, perché non relative all'atto oggetto della lite, le somme versate per l'acquiescenza alle sanzioni.
Un soggetto non può scomputare quanto versato dal coobbligato che non si sia avvalso della definizione mentre può essere scomputato se il coobbligato si avvale anch'egli della definizione. In questo caso, il versamento del residuo può essere effettuato da uno solo dei coobbligati mentre gli altri definiscono con la presentazione della sola domanda.
Il valore della lite va rideterminato in tutti i casi in cui una parte del provvedimento impositivo non è oggetto della lite pendente come nei casi di:
- autotutela parziale dell'Ufficio che ha annullato parzialmente l'atto;
- impugnazione solo parziale dell'atto;
- conciliazione o mediazione parziale;
- giudicato interno.
Il versamento del dovuto deve essere effettuato con mod. F24 utilizzando i codici tributo approvati con Ris. AE 21 febbraio 2019 n. 29/E.

Per l’esame dettagliato della disciplina relativa alle definizioni agevolate si rinvia al Memento Fiscale 2019.

 

Circ. AE 1° aprile 2019 n. 6/E