Giuffrè Francis Lefebvre
23 maggio

Area Fiscale

Cessioni di benzina e gasolio per motori a uso autotrazione: istruzioni per la fattura elettronica

L'AE ha fornito i primi chiarimenti relativi all'obbligo di fatturazione elettronica, in vigore dal prossimo 1° luglio, per le cessioni di benzina e gasolio per motori a uso autotrazione nei confronti di soggetti IVA che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione (cessioni c.d. B2B).
Di seguito si sintetizzano i chiarimenti di maggior interesse.

Esclusioni

Operazioni

- carburanti diversi (es. metano, gpl), per i quali va utilizzata ancora, fino al 31/12/2018, la scheda carburante;
- benzina e gasolio a uso diverso (es. benzina per motori che fanno parte di gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento, attrezzi vari, utensili da giardinaggio ecc.).

Soggetti soggetti passivi che adottano il regime dei minimi o quello forfettario.
 

Contenuto della fattura
È regolato dalle disposizioni ordinarie. Al riguardo, la targa (o altro estremo identificativo del veicolo a cui è destinato il carburante) non va indicata obbligatoriamente, come invece previsto per la c.d. "scheda carburante". Può comunque essere inserita in fattura, in un apposito campo “Mezzo Trasporto”, per facilitare gli operatori a ricondurre l’acquisto a un determinato veicolo, ai fini di stabilirne la deducibilità del costo, in quanto inerente.

Operazioni miste (carburanti e altro)
Se sono effettuate più operazioni esposte in un’unica fattura, per le quali l’obbligo di forma elettronica riguardi solo alcune di esse, si deve utilizzare quest'ultima forma per l’intera operazione.

Esempio Tizio rifornisce il proprio veicolo aziendale di benzina presso un impianto stradale di distribuzione e, contestualmente, vi fa eseguire un intervento di riparazione o un lavaggio oppure acquista altri beni non legati al veicolo. Deve ricevere una fattura elettronica per l’intero corrispettivo.

Modalità di emissione
L'emissione della fattura deve avvenire tramite il Sistema di Interscambio (SdI) già in uso per le fatture alla PA.
In sintesi, ci sono 2 fasi principali, la trasmissione allo SdI e il recapito al destinatario della fattura. In caso di mancato recapito, l'emittente deve osservare una procedura specifica per avvisare il destinatario della presenza della fattura.

Trasmissione
L'emittente o un suo intermediario incaricato, una volta predisposta la fattura elettronica, trasmette il relativo file allo SdI, tramite uno dei seguenti sistemi:
- la casella di Pec;
- i servizi informatici messi a disposizione dell'AE (procedura web);
- un’applicazione (app) utilizzabile da dispositivi mobili;
- un software da installare su pc.
In alternativa, previo accreditamento preventivo a SdI (che permette di impostare le regole tecniche di colloquio tra le infrastrutture informatiche dell’emittente e quelle di SdI), l'emittente può avvalersi di un sistema di cooperazione applicativa (Sdicoop) o di sistemi di trasmissione dati tra terminali remoti basati su protocollo ftp.
L’emissione vera e propria della fattura si ha all’atto del superamento dei controlli formali realizzati da SdI e viene confermata tramite invio all’emittente, al momento della consegna al destinatario, di una ricevuta contenente il buon esito del processo di controllo e di recapito o messa a disposizione del file, nonché la data di consegna della fattura.
In caso di mancato superamento dei controlli, la fattura viene scartata da SdI con invio all’emittente di una ricevuta di scarto: la fattura si ha in questo caso per non emessa. Il momento di invio della ricevuta di consegna e di scarto è asincrono rispetto all’invio del file al sistema, potendo trascorrere fino a un massimo di 5 giorni di differenza fra i due momenti.

In caso di scarto l’emittente deve emettere una nota di variazione interna, provvedendo alla rielaborazione del file e alla sua trasmissione, con una nuova spedizione, al SdI.

Recapito
Il recapito all'acquirente avviene con le stesse modalità descritte per la trasmissione (incluse quelle che richiedono l'accreditamento), ad eccezione della procedura web o dell’app da mobile.
Per il destinatario, la fattura si ha per ricevuta nel momento in cui risulta essergli stata recapitata, che è diverso a seconda che la trasmissione sia avvenuta:
- con casella Pec: data della ricevuta di consegna inviata al sistema dal gestore di Pec del soggetto ricevente;
- con canale accreditato Sdicoop: data indicata all’interno della «response» del servizio esposto dal soggetto ricevente;
- con protocollo ftp: data in cui termina con successo la trasmissione del supporto.

Per il recapito della fattura elettronica, l’AE mette a disposizione un servizio di registrazione dell’indirizzo telematico, che se utilizzato dal destinatario, le fatture elettroniche gli sono sempre recapitate all’indirizzo telematico registrato.

Mancato recapito
In caso di mancato recapito della fattura al destinatario per problemi tecnici, lo SdI mette a disposizione un duplicato informatico nell’area autenticata dei servizi telematici dell’AE e informa l’emittente, che è tenuto a comunicare tempestivamente al destinatario la disponibilità della fattura. Tale comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica.
In questa ipotesi, ai fini della detraibilità IVA,  la data di ricezione coincide per il destinatario con il momento in cui entra nella sua area riservata e prende visione della fattura; il SdI poi comunica all'emittente l’avvenuta presa visione della fattura elettronica da parte del destinatario.

Acquisto da attrezzature automatiche
È consentita l’emissione di un’unica fattura, entro il giorno 15 del mese successivo, riepilogativa delle cessioni di beni avvenute nello stesso mese, la cui consegna o spedizione risulti da documento, analogico o informatico, che abbia i contenuti del DDT (es. buoni consegna emessi dalle attrezzature automatiche).

Conservazione
È possibile conservare elettronicamente le fatture emesse o ricevute tramite lo SdI, utilizzando il servizio gratuito messo a disposizione dall’AE, previa adesione ad apposito accordo con la stessa (da effettuare online).

Pagamento tracciabile: casi particolari
La deducibilità dei costi d’acquisto e la detraibilità dell’IVA riferita agli acquisti del carburante sono condizionate all’obbligatorio utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili (v. info dell’11 aprile u.s.). Al riguardo, sono molto diffusi i casi di pagamento da parte di soggetti diversi dal contribuente nonché quelli di utilizzo dei buoni carburante e di card assimilate, per le quali occorre distinguere in base alle specifiche caratteristiche.

Nella tabella, le rispettive discipline.

 

Pagamenti effettuati dal contribuente in via mediata, attraverso soggetti terzi dipendenti

Sono validi i pagamenti effettuati dal soggetto passivo d’imposta in via mediata, ma a lui riconducibili secondo una catena ininterrotta di corresponsioni con strumenti tracciabili.
Esempio: dipendente in trasferta con vettura aziendale effettua rifornimento con carta di credito a lui intestata (e non all’azienda) e viene, poi, rimborsato dall’azienda con strumento tracciato (es. bonifico bancario unitamente alla retribuzione)

Buoni e card (*)

monouso

buoni carburante, carte ricaricabili o non ricaricabili, che consentono di recarsi presso un impianto stradale di distribuzione gestito dalla medesima compagnia e rifornirsi di benzina secondo l'accordo tra le parti: obbligo di emissione di fattura elettronica al momento della cessione/ricarica

multiuso
(titoli di
legittimazione)

buoni carburante, carte ricaricabili o non ricaricabili, che consentono di rifornirsi presso plurimi soggetti (impianti gestiti da diverse compagnie, da singoli imprenditori, pompe c.d. "bianche", ecc.) o che consentono l'acquisto di più beni e servizi: la cessione/ricarica non è soggetta a IVA e, conseguentemente, a fatturazione elettronica

(*) Disciplina transitoria: per i buoni emessi e utilizzati sino al 31 dicembre 2018, in difformità alle indicazioni in esame, ma in conformità ai pregressi documenti di prassi, non si applicano sanzioni.
Le differenze tra buono monouso e multiuso sono state infatti introdotte dalla Dir. 2016/1065/CE, ma le nuove prescrizioni UE  si applicano ai buoni emessi dopo il 31 dicembre 2018; tuttavia, in precedenti documenti di prassi nazionale (es. Circ. Min. 1° agosto 1974 n. 30), era consentito un diverso comportamento.

 

Per l'analisi dettagliata della disciplina riguardante i costi di carburante per autotrazione, sia ai fini IRES che IVA, si rinvia al Memento Fiscale 2018.

Provv. AE 30 aprile 2018 n. 89757, Circ. AE 30 aprile 2018 n. 8/E