Giuffrè Francis Lefebvre
15 maggio

Area Legale

Assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio

L’Assemblea della Camera ha iniziato la discussione sulle linee generali del provvedimento “Modifiche all'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile” (C. 506-A), relativamente al quale ha conferito la Commissione Giustizia aveva dato il mandato alla relatrice a riferire favorevolmente all’Assemblea.

Il provvedimento si compone di due articoli, in base ai quali il Tribunale:
a) può, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, disporre l'attribuzione di un assegno a favore di un coniuge (art. 5 c. 6 L. 898/1970 come modificato dall’art. 1 c. 1);
b) valuta, quali circostanze per la determinazione dell'assegno periodico: la durata del matrimonio; le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio; l'età e lo stato di salute del soggetto richiedente; il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune; il patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un'adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell'adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale; l'impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti (art. 5 c. 7 L. 898/70 inserito dall’art. 1 c. 2;
c) ove la ridotta capacità di produrre reddito da parte del coniuge richiedente sia momentanea («dovuta a ragioni contingenti o superabili»), potrà attribuire l'assegno anche solo per un determinato periodo (art. 5 c. 8 L. 898/1970 inserito dall’art. 1 c. 2).
L'assegno non è dovuto nel caso di nuove nozze, di unione civile con altra persona o di una stabile convivenza ai sensi dell'art. 1 c. 36 L. 76/2016, anche non registrata, del richiedente l'assegno. L'obbligo di corresponsione dell'assegno non sorge nuovamente a seguito di separazione o di scioglimento dell'unione civile o di cessazione dei rapporti di convivenza (art. 5 c. 9 L. 898/70 inserito dall’art. 1 c. 2).
Le nuove disposizioni sull'assegno di divorzio si applicano anche allo scioglimento delle unioni civili (art. 1 c. 3). È, quindi, abrogato il decimo comma del vigente art. 5 L. 898/70, che esclude l'obbligo di corresponsione dell'assegno in caso di nuove nozze.
I nuovi presupposti e criteri per il riconoscimento dell'assegno di divorzio si applicano anche ai procedimenti per lo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio in corso (art. 2).