Giuffrè Francis Lefebvre
06 febbraio

Area Fiscale

ASD e Fatturazione Elettronica - interrogazione

a cura di SMEA - Dottori Commercialisti Associati

Nella seduta n. 135 della Commissione VI Finanze della Camera del 31 gennaio 2019  in risposta ad un’interrogazione parlamentare in merito agli obblighi di fatturazione elettronica per le associazioni sportive dilettantistiche alla luce delle disposizioni introdotte dal DL 119/2018, sono stati forniti alcuni chiarimenti.

Premettendo che, relativamente agli obblighi di fatturazione elettronica, i soggetti che hanno esercitato l’opzione di cui agli articoli 1 e 2 della L. 398/1991 e che nel periodo di imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo superiore a euro 65.000 (tali soggetti, se non superano suddetto limite, sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica) debbano assicurare che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta, viene chiarito che:

  • La normativa fiscale non detta disposizioni circa le modalità che il soggetto passivo deve adottare per assicurare che la fattura sia emessa da altri per suo conto, conseguentemente tale aspetto è demandato agli accordi tra le parti. Rimane fermo l’obbligo di indicare sul documento che la fattura è emessa dal cliente per conto del fornitore/prestatore;
  • Il cliente che emette la fattura per conto del fornitore/prestatore non assume la qualifica di debitore d’imposta, in quanto il fornitore/prestatore rimane responsabile dell’emissione della fattura e dell’assolvimento dell’imposta. Non si configura, quindi, alcuna ipotesi di inversione contabile;
  • Nulla vieta ai soggetti che optano per il regime di cui agli articoli 1 e 2 L. 398/1991 di emettere le fatture elettroniche, a prescindere dal fatto che abbiano superato o no il limite dei 65.000 euro di proventi derivanti dall’attività commerciale.

SMEA - Dottori Commercialisti Associati