Giuffrè Francis Lefebvre
10 gennaio

Area Lavoro

Anticipi di pensione: APE e RITA

Dal 1° maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, è istituito l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE volontaria). Si tratta di un prestito, corrisposto in quote mensili per 12 mensilità, fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Sono previste particolarità per i lavoratori che si trovano in condizioni particolari (c.d. APE sociale) e per i lavoratori in esubero in virtù di ristrutturazioni aziendali (c.d. APE aziendale).

Sempre con decorrenza 1° maggio 2017, è possibile richiedere la rendita integrativa temporanea anticipata (c.d. RITA), riservata ai soggetti, cessati dal lavoro, in possesso dei requisiti per l’accesso all’APE, certificati dall’INPS. Essa consiste in un’integrazione del reddito in attesa della pensione, ottenuta riscuotendo in via anticipata le prestazioni della previdenza complementare fino al conseguimento dei requisiti pensionistici del regime obbligatorio. Si tratta, in sostanza, di un “reddito ponte”, erogato non dal settore bancario e assicurativo (come nell’APE volontaria), nè dallo Stato (Ape sociale), bensì dal Fondo di previdenza conplementare cui il lavoratore è iscritto e ha contribuito. Anticipo che potrà essere abbinato, ricorrendone le condizioni, all'APE volontaria o all'APE sociale.

Per accedere all’anticipo pensionistico, il soggetto richiedente deve prestare all’INPS la domanda di certificazione del diritto all'APE. L'INPS, verificato il possesso dei requisiti, certifica il diritto e comunica all’interessato l'importo minimo e l'importo massimo ottenibile. Il soggetto in possesso della certificazione deve presentare domanda di APE e contemporaneamente domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. Le domande di APE e di pensione non sono revocabili, salvo in caso di esercizio del diritto di recesso (art. 67 duodecies, c. 2, D.Lgs. 206/2015). Il termine per recedere dal contratto di assicurazione è di 14 giorni.

 

APE volontaria

L'anticipo pensionistico volontario (c.d. APE volontaria) può essere richiesto da tutti i lavoratori che, al momento della domanda, hanno un'età anagrafica minima di 63 anni e che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché siano in possesso del requisito contributivo minimo di 20 anni.

Inoltre, la pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, deve essere pari o superiore (al momento dell'accesso alla prestazione) a 1,4 volte il trattamento minimo INPS.

Sono esclusi dalla possibilità di ottenere l'APE coloro che sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto.

La durata minima dell'APE è di 6 mesi.

L'entità minima e massima di APE richiedibile, saranno disciplinate con DPCM.

La restituzione del prestito, che include interessi e premio assicurativo (a copertura della premorienza), avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni.

Trattandosi di un prestito (e non di una prestazione previdenziale), le somme erogate non concorrono a formare il reddito ai fini dell'IRPEF.

 

APE sociale

Ai lavoratori che al compimento del requisito anagrafico dei 63 anni aderiscono all’APE, è riconosciuta un'indennità (c.d. APE sociale) per una durata pari al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell'età richiesta per la pensione di vecchiaia.

L’indennità, non soggetta a rivalutazione, è pari all'importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione e non può superare l'importo massimo mensile di € 1.500.

L’indennità spetta a condizione che l’interessato si trovi alternativamente in una delle situazioni indicate in tabella:

 

Situazione del soggetto

Anzianità contributiva posseduta

Stato di disoccupazione involontaria e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi

Almeno 30 anni

Assistenza, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, a coniuge o parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (art. 3, c. 3, L. 104/92)

Capacità lavorativa ridotta almeno pari al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile

Al momento della decorrenza dell'indennità: lavoratore dipendente all'interno delle professioni indicate in nota (*), svolgendo da almeno 6 anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo

Almeno 36 anni

(*) Si tratta di:

A. Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici

B. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

C. Conciatori di pelli e di pellicce

D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

E. Conduttori di mezzi pesanti e camion

F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

G. Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

H. Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido.

 

L'indennità è compatibile con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di € 8.000 annui e di redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di € 4.800 annui.

 

APE aziendale

Al fine di gestire gli “esuberi” derivanti da ristrutturazioni aziendali, i datori di lavoro possono, previo accordo individuale con il lavoratore, partecipare al costo dell’operazione APE affrontato dallo stesso, attraverso il versamento all’INPS di un contributo, la cui entità è liberamente scelta nell’accordo.

Il contributo non può comunque essere inferiore all'equivalente della contribuzione volontaria (pari nel 2017 al 33% della retribuzione imponibile dell’ultimo anno) per ogni anno di anticipo e deve essere versato, in unica soluzione, al momento dell’erogazione della prima mensilità dell'APE.

L’Ape aziendale può anche essere attivata dai fondi di solidarietà  bilaterali, compresi quelli dei settori della somministrazione di lavoro e dell’artigianato, inclusi anche i fondi interprofessionali, aumentando così le prestazioni erogabili già previste (artt. 26 e 27 D.Lgs.148/2015).

 

RITA

I soggetti cessati dal lavoro, in possesso dei requisiti per l’accesso all’APE (certificati dall’INPS), possono – dal 1°maggio 2017 - richiedere la RITA al fine di integrare il proprio reddito in attesa della  pensione. In tal modo essi riscuotono in via anticipata le prestazioni della previdenza complementare (con esclusione di quelle in regime di prestazione definita), fino al conseguimento dei requisiti pensionistici del regime obbligatorio.

La prestazione consiste nell’erogazione frazionata del montante (in tutto o in parte) accumulato, in forma di rendita temporanea.

L'operazione viene incentivata fiscalmente. E’ infatti previsto che la parte imponibile della RITA – sia che costituisca l’intero importo della prestazione complessivamente maturata presso il fondo pensione, sia che costituisca una quota parte dello stesso – sia assoggettata a tassazione con la ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota del 15%, ridotta del 2% per ogni anno eccedente il 15° di partecipazione al Fondo, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. In altre parole, per ogni anno di iscrizione ulteriore al 15° anno, il lavoratore gode di una riduzione ulteriore dello 0,3%, sino ad abbassare l'aliquota sostitutiva al 9%. Ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta, saranno computati fino a un massimo di 15 anche gli anni di iscrizione alla previdenza complementare anteriori al 1° gennaio 2007.

 

Tabella riepilogativa

 

Tipo di Anticipo

Caratteristiche

Condizioni

Prestazione

Ape volontaria

- almeno 63 anni

- diritto al pensionamento entro 3 anni e 7 mesi

- almeno 20 anni di contribuzione

- importo della pensione maturata non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo

Rendita tramite il finanziamento di una banca (provvista finanziaria), fino alla maturazione dei requisiti effettivi stabiliti per la pensione di vecchiaia La restituzione del prestito è diluita su 20 anni

Ape sociale

Alternativamente:

• stato di disoccupazione, esaurimento dell’indennità INPS da almeno 3 mesi anzianità contributiva di almeno 30 anni

• assistenza da almeno 6 mesi, del coniuge o di un parente di 1° grado convivente con handicap in situazione di gravità; anzianità contributiva di almeno 30 anni

• invalidità con riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74%; anzianità contributiva di almeno 30 anni

• svolgimento da almeno 6 anni in via continuativa, di attività per le quali è richiesto un impegno difficoltoso e rischioso; anzianità contributiva di almeno 36 anni

Trattamento assistenziale di importo non superiore a € 1.500 euro al mese, che accompagna al raggiungimento della pensione

Ape aziendale

Esubero di personale in presenza di processi di ristrutturazione, riconversione e riorganizzazione

Contributo che funziona con gli stessi meccanismi dell'Ape volontaria, con la differenza che il finanziamento è posto a carico del datore di lavoro

RITA

Cessazione dal lavoro; possesso dei requisiti per l’accesso all’APE, certificati dall’INPS

Integrazione del reddito in attesa della pensione, riscuotendo in via anticipata la prestazioni della previdenza complementare, in forma di rendita temporanea, del montante (in tutto o in parte) accumulato, fino alla maturazione dei requisiti pensionistici

 

art. 1, c. 166-186 e 188-190, L. 11 dicembre 2016 n. 232: GU 21 dicembre 2016 n. 297 Suppl. Ord. n. 57