Giuffrè Francis Lefebvre
12 febbraio

Area Legale

Ammissione al patrocinio a spese dello Stato

a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio

La Commissione Giustizia della Camera, in sede di Atti del Governo, ha espresso un parere favorevole sullo Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1919 sull’ammissione al patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell’ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell’ambito di procedimenti di esecuzione del mandato di arresto europeo (A.G. 62).

Il provvedimento adegua la disciplina sul gratuito patrocinio, contenuta nel DPR 115/2002 (TU spese di giustizia), in relazione ai limitati profili per i quali non risulta ancora pienamente conforme al contenuto della Dir. UE 2016/191 e, in particolare:

  • aggiunge all’art. 75 DPR 115/2002  il comma 2-bis, in base al quale il gratuito patrocinio si applica in favore della persona, indagata o imputata, colpita da mandato d'arresto europeo: nelle procedure passive di consegna (quando cioè l'Italia esegue il mandato sul proprio territorio e consegna l'imputato allo Stato estero richiedente) dall'arresto fino alla consegna della persona ricercata (o fino al momento della definitività della decisione di mancata consegna); nelle procedure attive di consegna (quando cioè è l'Italia a chiedere allo Stato estero l'esecuzione del mandato) in favore della persona ricercata che ha esercitato il diritto di nominare un difensore sul territorio nazionale perché assista il difensore nello Stato membro di esecuzione (art. 1 Schema);
  • in materia di gratuito patrocinio per autori di reati tributari, modifica l'art. 91 c. 1 lett. a) DPR 115/2002, espungendo dalla norma il riferimento all'indagato e all'imputato. L'ambito applicativo dell'esclusione dal gratuito patrocinio riguarda i soli condannati "con sentenza definitiva" per evasione di imposte sui redditi e dell'IVA (art. 2 Schema);
  • sempre in materia di reati tributari, l'art. 76 c. 4-bis DPR 115/2002 prevede una presunzione legale secondo cui il reddito dei condannati in via definitiva per una serie di reati di particolare gravità (associazione mafiosa e reati connessi, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti o al contrabbando di tabacchi) si ritiene superiore ai limiti previsti per aver diritto al patrocinio a spese dello Stato. Tale regola di giudizio deve essere applicata dal giudice che deve valutare le condizioni per l'ammissione al beneficio " (art. 2 Schema);
  • integra il catalogo di reati indicati dall'art. 76 c. 4-bis DPR 115/2002, prevedendo che la presunzione di un reddito superiore ai limiti cui consegue l'esclusione dal gratuito patrocinio (fatta salva la prova contraria) operi anche in relazione ai condannati definitivi per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione di imposte sui redditi e dell'IVA (art. 3).

Dott. Francesca d’Ambrosio