Giuffrè Francis Lefebvre
24 maggio

Area Fiscale

Definizione agevolata liti pendenti

I soggetti che hanno una lite tributaria contro l’Agenzia delle entrate possono definirla in via agevolata, secondo le disposizioni di seguito illustrate (art. 11 DL 50/2017).

Liti definibili
Sono definibili le liti tributarie in cui controparte sia l’Agenzia delle entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, in cui il contribuente si sia costituito nel giudizio di primo grado entro il 31 dicembre 2016.
Fanno eccezione e non sono definibili alcune liti in tema di IVA all’importazione.

Effetti
La definizione comporta il pagamento di tutte le imposte oggetto del contenzioso ma non sono dovute le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora.
Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni collegate al tributo, non è dovuto alcun importo se il rapporto su questo è stato definito anche con modalità diverse; se la lite riguarda invece esclusivamente sanzioni non collegate al tributo e interessi di mora, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.
In ogni caso, si scomputa quanto già versato in pendenza di giudizio con la c.d. rottamazione delle cartelle.
In nessun caso spetta il rimborso di quanto versato.

1) Chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, potrebbe sanare la parte rimasta esclusa da questa e in questo caso deve perfezionare entrambe le procedure.
2) La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, anche quelli per i quali la controversia non è più pendente.

Procedura
Per la definizione il contribuente deve presentare, relativamente a ciascun atto impugnato, autonoma istanza entro il 30 settembre 2017.
Deve versare gli importi dovuti in un massimo di 3 rate con le seguenti scadenze:
– 30 settembre 2017 (40% dell’importo);
– 30 novembre 2017 (40%);
– 30 giugno 2018 (20%).
Gli importi inferiori a 2.000 euro non sono rateizzabili.
Le modalità di attuazione, fra cui il modello di istanza e le modalità di pagamento saranno stabilite con Provv. AE.

Sospensione della controversia
Il contribuente può  richiedere al giudice la sospensione della controversia definibile, dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni in oggetto. In questo caso il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2017.
Entro tale data il contribuente deve depositare copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata; in questo caso, il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2018.
Per le controversie definibili sono sospesi per 6 mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono fra il 24 aprile e il 30 settembre 2017.

Esito
Il pagamento della prima o unica rata perfeziona la definizione.
In caso di diniego della definizione, questo deve essere notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalità previste per gli atti processuali. Il diniego è impugnabile entro 60 giorni dinanzi all’organo presso il quale pende la lite.
Se la definizione è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia può essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro 60 giorni dalla notifica di quest’ultimo.
In caso di mancata definizione, la parte interessata deve presentare istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2018, in mancanza il processo si estingue.
L’impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

Modifiche
La norma potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge del DL.

Per l’analisi dettagliata della disciplina relativa alle liti tributarie si rinvia al Memento Fiscale 2017.