01 giugno

Area Lavoro

Trattamento dei dati personali: dispositivi di geolocalizzazione dei dipendenti nel settore della vigilanza privata

Il Garante Privacy ha autorizzato una società, che svolge servizi di vigilanza privata e trasporto valori, ad installare sui tablet e sugli smartphone forniti a loro dipendenti (con mansioni di guardie giurate) un’applicazione per rilevarne la localizzazione geografica durante l’orario di lavoro.
Per approfondimenti sulla disciplina in tema di trattamento dei dati personali e controllo a distanza dell’attività dei lavoratori rinviamo al Memento Lavoro 2018.

Liceità del trattamento dei dati
L’applicazione ha lo scopo di:
- garantire la sicurezza delle pattuglie, l’ottimizzazione delle assegnazioni e la distribuzione degli interventi;
- consentire l’invio di segnali di allarme in caso di pericolo.
I dati così raccolti sono conservati per un periodo non superiore a 24 ore, salvo particolari esigenze; il trattamento dei dati cessa al termine del servizio, con la riconsegna dei dispositivi da parte dei dipendenti.
Per il Garante, l’adozione di un sistema di localizzazione a distanza allo scopo di rafforzare la sicurezza di beni e persone e di migliorare l’efficienza dei servizi nell’attività di vigilanza risulta in termini generali lecito, necessario e proporzionato.
Tuttavia, considerata la particolarità dei dati trattati, è indispensabile prescrivere le seguenti misure integrative a tutela dei diritti e delle libertà dei lavoratori (art. 17 D.Lgs. 196/2003):
- configurare il sistema in modo tale che sul dispositivo sia posizionata un’icona che segnali che la funzione di localizzazione è attiva;
- possibilità di disattivare la funzionalità di localizzazione durante le pause consentite dell’attività lavorativa;
- programmare il sistema in modo da oscurare la visibilità della posizione geografica decorso un periodo determinato di inattività dell’operatore sul monitor presente nella centrale operativa;
- individuare profili differenziati di autorizzazione relativi alle diverse tipologie di dati e di operazioni eseguibili;
- individuare i tempi di conservazione dei dati;
- predisporre periodiche verifiche sulle funzionalità del software.

Rispetto della disciplina sui controlli a distanza dell’attività dei lavoratori
L'adozione di tale sistema di localizzazione da installare su dispositivi forniti ai dipendenti, al fine di rafforzare la sicurezza di persone e beni e per realizzare miglioramenti nell'efficienza dei servizi, risulta inoltre conforme alla disciplina in tema di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori (art. 4, c. 1, L. 300/70); il datore di lavoro è tenuto tuttavia a convocare le rappresentanze sindacali dei lavoratori ai fini della sottoscrizione di un accordo sindacale o, in mancanza, ad acquisire apposita autorizzazione presso il competente organo del Ministero del Lavoro.
Nel caso di specie, infatti, la società svolge attività ulteriori rispetto a quella di trasporto valori (per la quale è obbligatoria la localizzazione geografica: DM 269/10) e in particolare attività di vigilanza: in relazione a quest’ultima il sistema di localizzazione dei dispositivi non è direttamente preordinato all'esecuzione della prestazione lavorativa ma rappresenta un elemento «aggiunto» agli strumenti di lavoro, non utilizzato in via primaria ed essenziale.
La società deve inoltre fornire ai dipendenti un'idonea informativa che consenta l'esercizio dei loro diritti.

A decorrere dal 25 maggio 2018 (data di applicazione del Reg. UE 679/2016), il titolare del trattamento deve valutare autonomamente la conformità del trattamento che intende effettuare alla disciplina vigente, verificando il rispetto di tutti i principi in materia nonché la necessità di effettuare, in particolare, una valutazione di impatto (art. 35 Reg. UE 679/2016) o attivare la consultazione preventiva (art. 36 Reg. UE 679/2016).

Provv. Garante Privacy 18 aprile n. 232: Newsletter Garante Privacy 29 maggio 2018