08 marzo

Area Legale

Società di fatto: come provarne l’esistenza?

In generale è possibile provare l'esistenza di una società di fatto tra due o più soggetti quando nei rapporti interni ricorrono congiuntamente i seguenti elementi (Cass. 5 maggio 2016 n. 8981, Cass. 15 marzo 2010 n. 6175, Cass. 11 marzo 2010 n. 5961, Cass. 22 febbraio 2000 n. 1961):
- esistenza di un fondo comune, costituito dai conferimenti e finalizzato all'esercizio congiunto di un'attività economica;
- partecipazione comune ai guadagni e alle perdite;
- vincolo di collaborazione in vista dell'esercizio dell'attività economica (c.d. affectio societatis).
Una recente sentenza della Corte d’Appello di Roma ha affermato che a tale scopo sono sufficienti anche e semplicemente comportamenti e fatti che, nel loro complesso, siano idonei a manifestare l'intenzione di investire beni o risorse per gestire un'attività diversa e ulteriore rispetto a quella dei singoli soggetti. Rimane invece irrilevante il compimento di un singolo e isolato atto, anche se diretto a beneficio della presunta società di fatto.

Nel caso concreto è stata ritenuta provata l’esistenza di una società di fatto tra un’impresa fallita operante nel settore dolciario, un'altra società e tre persone fisiche sulla base dei  seguenti elementi che, se singolarmente considerati, erano semplicemente indizi, ma, se valutati nel loro complesso, erano chiaramente finalizzati all'esercizio congiunto di un'attività economica. Precisamente:
- alcuni dipendenti della società fallita erano stati impiegati per attività a favore dell'altra società coinvolta;
- le strutture aziendali (macchinari, teglie, forni, carrelli, stampi) e gli spazi produttivi erano stati messi in comune tra la società fallita e gli altri soggetti;
- il marchio era intestato a una delle persone fisiche;
- i patrimoni delle società coinvolte servivano a finanziare l'unica impresa dolciaria svolta in comune.
 

Per maggiori approfondimenti rinviamo a Memento Società Commerciali 2018.

App. Roma 4 dicembre 2017