Giuffrè Francis Lefebvre
28 giugno

Area Legale

Responsabilità amministrativa della società (D.Lgs. 231/2001): sanzioni provenienti da giudici della UE

Può essere riconosciuta e applicata in Italia la sanzione inflitta a una società da parte di un giudice della UE, anche se non è stata rispettata la disciplina italiana sulla responsabilità amministrativa della società (D.Lgs. 231/2001).

È quanto affermato dalla Cassazione, secondo cui per riconoscere in Italia una sanzione pronunciata in ambito UE è sufficiente che sia stata rispettata la disciplina del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie sia nel settore civile sia nel settore penale tra gli Stati membri della UE (D.Lgs. 37/2016 attuativo della Decisione quadro 2005/214/Gai del Consiglio Europeo).

Secondo la Cassazione, infatti, è vero che nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa delle società è soggetta a presupposti rigorosi (tra cui, ad esempio, il fatto che il reato debba rientrare tra i c.d. reati presupposto), ma il legislatore comunitario ha previsto che «la sanzione pecuniaria inflitta ad una persona giuridica riceve esecuzione anche se lo Stato di esecuzione non ammette il principio della responsabilità penale delle persone giuridiche» (art. 9 c. 3 Decisione quadro 2005/214/Gai Consiglio Europeo24 febbraio 2005). A maggior ragione, precisa la Cassazione, tale sanzione può essere eseguita quando l’ordinamento, come avviene in Italia, già prevede questa responsabilità, anche se formalmente qualificata come «amministrativa» e sottoposta a rigorosi criteri di applicabilità.

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Cass. pen. 10 maggio 2018 n. 22334