11 settembre

Area Legale

Prestazioni legali: equo compenso e clausole vessatorie

a cura di Dott. Francesca D’Ambrosio

Il Consiglio dei Ministri del 7 agosto scorso ha approvato un disegno di legge che detta nuove disposizioni in materia di equo compenso e clausole vessatorie nel settore delle prestazioni legali, per riequilibrare la posizione contrattuale dei professionisti avvocati nei confronti delle imprese bancarie e assicurative e delle imprese diverse da quelle piccole e medie, considerati soggetti connotati da particolare forza contrattuale ed economica.

In particolare, il provvedimento prevede la nullità delle clausole vessatorie inserite nelle convenzioni contrattuali stipulate tra professionisti avvocati e i clienti cosiddetti “forti” sopra individuati.

Il provvedimento definisce come vessatorie le clausole che, anche in ragione della non equità del compenso pattuito, determinino un significativo squilibrio contrattuale a carico dell’avvocato. Tale nullità, definita come “parziale” rispetto all’intera convenzione, garantisce il professionista perché consente l’inefficacia della sola parte del regolamento contrattuale o della singola clausola contraria alla legge, mentre la convenzione stessa rimane in vigore.

Il giudice, accertata la non equità del compenso previsto e la vessatorietà della clausola, ne dichiara la nullità e ridetermina il compenso sulla base dei parametri fissati sulla base della legge forense del 2012, che sono già destinati a operare per i casi in cui manchi una valida pattuizione tra le parti.

 

Dott. Francesca D’Ambrosio