13 luglio

Area Legale

Notifiche nel fallimento: cosa succede se il fallito non tiene attiva una PEC

Il tribunale dichiara il fallimento di un imprenditore commerciale il quale non aveva ottenuto né mantenuto in funzione un indirizzo di PEC (posta elettronica certificata).

Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento la cancelleria del tribunale ha quindi dovuto notificare l'istanza di fallimento e il decreto di fissazione dell’udienza seguendo le altre modalità previste dalla legge fallimentare (all’art. 15 c. 3 L.Fall.), ossia la notifica di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese e, in subordine, la notifica mediante deposito degli atti nella casa comunale. Nel caso di specie la cancelleria ha tentato con esito negativo entrambi i meccanismi.

Il fallito ha lamentato una violazione del suo diritto di difesa, ma la Cassazione ha respinto il ricorso affermando che la notificazione è regolarmente avvenuta: l’imprenditore fallito non può lamentare alcun vizio del procedimento in quanto la particolare modalità della notifica è una conseguenza immediata e diretta della violazione, da parte sua, degli obblighi di legge.

 

Per maggiori approfondimenti si rinvia al Memento Crisi d’impresa e fallimento.

 

Cass. 4 luglio 2017 n. 16447