08 marzo

Area Legale

Notifica via PEC nel fallimento

In materia fallimentare la legge prevede che il ricorso per la dichiarazione di fallimento e il relativo decreto di convocazione devono essere notificati, a cura della cancelleria, all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del debitore risultante dal registro delle imprese o dall’indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (art. 15 c. 3 L.Fall.).
Solo quando, per qualsiasi ragione, la notificazione via PEC non risulti possibile o non abbia esito positivo, la notifica deve essere eseguita dall’ufficiale giudiziario che, a tal fine, deve accedere di persona presso la sede legale del debitore risultante dal registro delle imprese.
Se neanche questa modalità è attuabile per irreperibilità del destinatario, l’ufficiale giudiziario deve depositare l’atto nella casa comunale della sede iscritta nel registro.
La cassazione precisa che la disciplina descritta è una disciplina speciale, diversa da quella che regola le notificazioni degli atti del processo ed esclude che ci possano essere casi in cui il ricorso di fallimento e il decreto di convocazione debbano essere notificati nei confronti del titolare dell’impresa oppure del legale rappresentante della società in applicazione delle regole del codice di procedura civile (ossia ai sensi degli artt. 138 e s. o 145 c.p.c. a seconda che l’impresa sia individuale o collettiva).

Per maggiori approfondimenti rinviamo al Memento crisi d’impresa e fallimento 2018.

Cass. 5 marzo 2018 n. 5080