Giuffrè Francis Lefebvre
10 settembre

Area Legale

Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione (disegno di legge)

a cura della dott. Francesca D’Ambrosio

Il Consiglio dei Ministri, lo scorso 6 settembre, ha approvato un disegno di legge che introduce nuove misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione.

La prima parte del testo  apporta modifiche alle norme che disciplinano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, ed è finalizzato a potenziare l’attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati contro la pubblica amministrazione.

Il disegno di legge prevede, tra l’altro:

a) una modifica della disciplina della responsabilità amministrativa degli enti di cui al d.lgs. 231/2001. La durata minima delle misure interdittive ivi previste (interdizione dall’esercizio dell’attività, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, sospensione e revoca di autorizzazioni e licenze), che attualmente è prevista per 1 anno, è aumentata sino a 5 anni. È stato, inoltre, introdotto un tetto massimo di durata, fino a  10 anni. L’inasprimento colpisce gli enti a favore o a vantaggio dei quali sono commessi delitti di corruzione, concussione e induzione indebita. Tutti i reati interessati dalla proposta, cioè, oltre alle varie fattispecie di corruzione, inclusa l’istigazione, sono compresi l’induzione indebita, la malversazione aggravata, l’abuso d’ufficio, il peculato e la concussione, sono considerati “reato presupposto” della responsabilità amministrativa degli enti che dallo stesso illecito abbiano tratto interesse o vantaggio;

b) la procedibilità d’ufficio per la corruzione tra privati e per l’istigazione alla corruzione tra privati, per i quali la norma attualmente in vigore prevede che si proceda a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi;

c) una riduzione dei limiti alla procedibilità in Italia, rappresentati dalla richiesta del Ministro della Giustizia, con riguardo ai reati contro la pubblica amministrazione commessi anche all’estero;

d) l’innalzamento delle pene per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, con il minimo della pena che passa da uno a tre anni e il massimo da sei a otto anni di reclusione;

e) l’assorbimento nella fattispecie del “traffico di influenze illecite” anche della ipotesi di “millantato credito”. Il reato di traffico di influenze illecite non distingue tra mediazione veritiera e mendace e punisce indistintamente il pubblico ufficiale e il faccendiere anche in assenza di un fatto specifico;

f) l’introduzione del divieto, per i condannati per reati di corruzione, di contrattare con la pubblica amministrazione (cosiddetto “Daspo per i corrotti”). Si prevede una sanzione da 5 a 7 anni di interdizione dai pubblici uffici per i corruttori e il divieto di partecipare agli appalti della pubblica amministrazione per chi ha ricevuto condanne fino a 2 anni. Per le pene superiori a 2 anni è prevista una interdizione perpetua alla contrattazione con la pubblica amministrazione e dai pubblici uffici. L’estinzione dell’interdizione è possibile solo dopo 12 anni dal giorno in cui è stata eseguita la pena principale e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta;

g) l’introduzione di sconti di pena e di una speciale clausola di non punibilità per chi volontariamente denuncia i fatti e fornisce concretamente e tempestivamente indicazioni utili per assicurare la prova del reato e individuare gli altri responsabili.  La causa di non punibilità scatta  solo in caso di segnalazione precedente all’iscrizione dell’interessato tra gli indagati e comunque non oltre i 6 mesi dalla commissione del delitto. Il pubblico ufficiale deve mettere a disposizione almeno utilità o denaro percepiti e dare elementi utili a individuarne il beneficiario.

h) la confisca dei beni anche nel caso di amnistia o prescrizione intervenuta in gradi successivi al primo.

 

a cura della dott. Francesca D’Ambrosio