31 maggio

Area Legale

Incompatibilità dei curatori e degli altri organi delle procedure concorsuali

Dal 25 giugno 2018 entra in vigore la nuova disciplina della incompatibilità applicabile ai curatori fallimentari e agli altri organi delle procedure concorsuali per assicurare la trasparenza nel conferimento degli incarichi ad alcuni ausiliari del giudice (D.Lgs. 54/2018). Più precisamente sono previste:
- nuove regole di incompatibilità;
- una procedura di dichiarazione delle cause di incompatibilità;
- una serie di poteri di vigilanza attribuiti al presidente della corte d’appello.

Il decreto in esame introduce le nuove regole all’interno del codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) prevedendone la applicazione agli amministratori giudiziari nei procedimenti di prevenzione. Si prevede però espressamente che tale disciplina si estenda (in forza dell’art. 2, 3, 4 D.Lgs. 54/2018):
- ai curatori fallimentari e dei loro coadiutori (art. 28 ultimo comma L.Fall. aggiunto dall’art. 2 D.Lgs.  54/2018);
- ai commissari giudiziali e ai liquidatori giudiziali nominati nell'ambito di procedimenti di concordato preventivo (in forza dei rinvii all’art. 28 L.Fall. contenuti negli artt. 163 e 182  c. 2 L.Fall.);
- al commissario giudiziale dell’amministrazione straordinaria (art. 8 c. 3 bis  L. 270/1999 introdotto dall’art. 3 D.Lgs. 54/2018), e ai coadiutori del commissario (in virtù del rinvio all'art. 32 L.Fall. operato dall’art. 19 c. 3 L. 270/1999);
- al gestore della liquidazione e ai liquidatori nelle procedure per la composizione delle crisi da sovraindebitamento (artt. 7 e 14-quinquies L. 3/2012 modificati dall’art. 4 D.Lgs. 54/2018).
Di seguito esaminiamo la disciplina avendo come riferimento il curatore e il suo coadiutore, precisando comunque che la normativa si applica anche ai soggetti sopra indicati.

Incompatibilità (art. 35 c. 4-bis D.Lgs. 159/2011)  Non possono assumere l’ufficio di curatore (e di coadiutore del curatore) il professionista che ha i seguenti legami o rapporti con i magistrati addetti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l’incarico:
— rapporto di coniugio, di unione civile o convivenza di fatto (ai sensi della L. 76/2016);
— parentela entro il terzo grado (ad es. quella tra zio e nipote);
— affinità entro il secondo grado (quella tra cognati);
Sono incompatibili anche i soggetti che hanno con tali magistrati un rapporto di assidua frequentazione definita (dall’ art. 35 c. 4-bis D.Lgs. 159/2011) come quello derivante: da una relazione sentimentale; da un rapporto di amicizia consolidato ("stabilmente protrattosi nel tempo") e connotato da "reciproca confidenza"; dal rapporto di frequentazione tra commensali abituali.

Dichiarazione di incompatibilità (art. 35.1 D.Lgs. 159/2011) Solo il professionista incaricato può avvisare l'autorità che lo ha nominato dei suoi rapporti con altri magistrati dell'ufficio.
Più precisamente il  curatore deve depositare al momento dell’accettazione dell’incarico e comunque entro 2 giorni dalla comunicazione della nomina, presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario che gli ha conferito l’incarico, una dichiarazione che attesta che non ci sono situazioni di incompatibilità (ossia una delle situazioni previste dall’art. 35 c. 4-bis D.Lgs. 159/2011).
Se la dichiarazione non è depositata o se successivamente emergono nuove cause di incompatibilità il tribunale sostituisce il professionista in via d'urgenza (art. 35.1 secondo e terzo periodo D.Lgs. 159/2011).
Se un soggetto iscritto a un albo professionale dichiara circostanze non corrispondenti al vero, il tribunale lo segnala all'organo competente dell'ordine o del collegio professionale per le sue valutazioni e al presidente della corte di appello perché lo segnali a tutti i magistrati del distretto (art. 35.1 quarto periodo D.Lgs. 159/2011).
Le dichiarazioni saranno depositate telematicamente non appena ciò sarà tecnicamente possibile a tutti i destinatari dell'obbligo (come precisa l’art. 35.1 c. 4 D.Lgs. 159/2011).

Ai fini della vigilanza del presidente della corte d'appello, il curatore deve indicare se i legami o i rapporti di incompatibilità (previsti dal art. 35 c. 4-bis D.Lgs.  159/2011) esistano con magistrati, giudicanti o requirenti, del distretto di corte di appello nel quale ha sede l'ufficio giudiziario presso il quale è pendente il procedimento (art. 35.1 c. 2  D.Lgs.  159/2011).
Anche il coadiutore al curatore deve consegnare analoga dichiarazione entro due giorni dalla nomina (e, comunque, prima di iniziare la sua attività). Il curatore, nelle successive 48 ore, deposita la dichiarazione  nella cancelleria del giudice. Se il coadiutore non consegna la dichiarazione o in caso di incompatibilità sopravvenuta, il curatore non può avvalersi dell'apporto del coadiutore (art. 35.1 c. 3 D.Lgs.  159/2011).

Vigilanza Il decreto regola dei poteri di vigilanza del presidente della corte di appello su tutti gli incarichi affidati ai professionisti nel distretto. Egli può infatti estrarre per via informatica i dati più rilevanti sulle incompatibilità contenute nelle dichiarazioni depositate (ai sensi dell'art. 35.1 D.Lgs. 159/2011). Si tratta in particolare dei seguenti dati (art. 35.2 D.Lgs.  159/2011):
— il nome del giudice che ha assegnato l'incarico e la sezione di appartenenza;
— il nome dell'ausiliario e la tipologia di incarico;
— la data di conferimento dell'incarico;
— il nome del magistrato del distretto con il quale il professionista incaricato ha dichiarato di essere legato da uno dei rapporti di cui alla nuova disciplina delle incompatibilità (indicata dall’art. 35.1, comma 3);
— la natura di tale rapporto.
I risultati dei controlli assumono rilievo in relazione all’ampio potere di vigilanza che la legge della magistratura attribuisce al presidente della corte d'appello sui magistrati del distretto (RD 511/1946,  richiamato dall’art. 35.2 c. 2 D.Lgs.  159/2011).

Per una disamina circa i poteri e i compiti attribuiti al curatore fallimentare rinviamo al Memento Crisi di impresa e fallimento 2018.

D.Lgs. 54/2018