13 febbraio

Area Legale

Impugnazioni dei lodi arbitrali: decisione della Corte costituzionale

a cura di Dott. Francesca D’Ambrosio

La Corte costituzionale (C.Cost 30 gennaio 2018 n. 13) ha confermato il regime del doppio binario per le impugnazioni dei lodi rigettando una questione di costituzionalità dell’art. 829 c.p.c., nel testo introdotto dalla riforma del 2006.
La Corte osserva che con la riforma del 2006 si è ammessa l’impugnazione del lodo per violazione di legge solo se le parti lo prevedano espressamente, modificando la norma  che ammetteva sempre l’impugnazione del lodo.
Fino al 2015 la giurisprudenza riteneva la nuova norma applicabile a qualunque lodo pronunciato dopo l’entrata in vigore della riforma (2 marzo 2006), a prescindere dal fatto che la clausola arbitrale fosse stata stipulata antecedentemente. Le Sezioni Unite avevano però ribaltato questo orientamento, applicando il regime processuale abrogato ai soli lodi che avessero fonte in clausole arbitrali precedenti al 2 marzo 2006 (Cass SU 9 maggio n. 9284, n. 9285 e n. 9341). La corte costituzionale ha aderito a questa tesi.

Si deve precisare che per le clausole arbitrali degli statuti societari, poiché i lodi societari sono sempre impugnabili per violazione di legge (ai sensi degli artt. 35 e 36 D.Lgs. 5/2003) un problema di applicazione del regime previgente si pone soltanto quando la clausola sia precedente al 1° gennaio 2004 e solo nel senso di ritenere ancora valide ed operanti le previsioni pattizie che escludevano l’impugnazione per violazione di legge. 

Dott. Francesca D’Ambrosio