01 agosto

Area Lavoro

Decreto dignità: nuova misura dell’indennità risarcitoria per licenziamento ingiustificato

Il c.d. Decreto dignità (DL 87/2018 in attesa di conversione in legge) ha modificato la misura dell’indennità risarcitoria in caso di licenziamento ingiustificato del lavoratore.
Dal 14 luglio 2018, nel caso di licenziamento dei lavoratori con contratto “a tutele crescenti” (cioè assunti dal 7 marzo 2015), quando il giudice accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo oggettivo (GMO), del giustificato motivo soggettivo (GMS) o della giusta causa (GC), dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità risarcitoria (non assoggettata a contribuzione):
- per le aziende “grandi” - cioè con più di 15 dipendenti - di importo pari a 2 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 6 (e non più 4) e non superiore a 36 (e non più 24) mensilità (art. 3, c. 1, D.Lgs. 23/2015);
- per le aziende “piccole” - cioè fino a 15 dipendenti - di importo pari a 1 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 3 (e non più 2) e non superiore a 6 mensilità (art. 9, c. 1, D.Lgs. 23/2015).

Per l’analisi dettagliata della disciplina dei licenziamenti individuali rinviamo al Memento Lavoro 2018.

 

art. 3, c. 1, DL 12 luglio 2018 n. 87: GU 13 luglio 2018 n. 161