13 febbraio

Area Legale

Decreti legislativi approvati dal Consiglio dei ministri

a cura di Dott. Francesca D’Ambrosio

Il consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare alcuni decreti legislativi che introducono misure necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale a direttive o regolamenti europei. Di seguito nel dettaglio i decreti approvati in tema di:
- pacchetti e servizi turistici;
- distribuzione assicurativa;
- protezione del know how e delle informazioni commerciali riservate.

Pacchetti e servizi turistici

Il primo decreto approvato attua la Dir. UE 2015/2302 relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati (che modifica il Reg. CE  2006/2004 e la Dir. UE 2011/83 e che abroga la Dir CEE 90/314).
Le principali novità del decreto riguardano:
- l’ampliamento della nozione di pacchetto turistico: si elimina il riferimento ai contratti conclusi nel territorio dello Stato, per coprire un ventaglio più ampio di fattispecie, e si chiarisce che sono ricompresi anche i contratti on-line, i pacchetti “su misura” ed i pacchetti “dinamici”. In tal senso sono “pacchetti turistici” le combinazioni di almeno due tipi di servizi turistici di trasporto, alloggio, noleggio veicoli o altro servizio turistico ai fini dello stesso viaggio se combinati da un unico professionista, oppure, anche se siano conclusi contratti separati con singoli fornitori di servizi turistici, siano acquistati presso un unico punto vendita, oppure offerti a un prezzo forfettario o pubblicizzati sotto denominazione di “pacchetto” o denominazione analoga oppure, infine, combinati entro 24 ore dalla conclusione di un primo contratto, anche con processi collegati di prenotazione on-line.
Sono escluse dalla disciplina dei pacchetti turistici le combinazioni in cui i servizi turistici diversi dal trasporto, alloggio e noleggio veicoli siano di scarsa rilevanza, cioè non rappresentino almeno il 25% del valore della combinazione;
- l’organizzatore e il venditore di un pacchetto turistico devono fornire ai viaggiatori prima della conclusione del contratto un modulo informativo standard e una serie di informazioni (più ampie rispetto all’attuale disciplina) sulle principali caratteristiche dei servizi turistici offerti (ad es. sulla lingua in cui sono prestati i servizi o se il viaggio è idoneo a persone con mobilità ridotta). Una dettagliata disciplina è prevista per i contenuti del contratto di “pacchetto turistico”;
- l’ampliamento dei diritti riconosciuti ai viaggiatori, rispetto all’attuale disciplina, in caso di recesso, ad esempio per l’aumento del prezzo del pacchetto oltre l’8% (non più l’attuale 10%);
- si aumenta la responsabilità dell’organizzatore per l’inesatta esecuzione del pacchetto: è in ogni caso garantita al viaggiatore una riduzione del prezzo oltre all’eventuale risarcimento dei danni e alla possibilità di recedere dal contratto. Sono anche aumentati i termini di prescrizione: 3 anni per il danno alla persona, 2 per gli altri danni (ora il termine è 2 anni e 1 anno rispettivamente);
- si prevede una disciplina specifica per la responsabilità del venditore di pacchetti e di singoli servizi turistici, in linea con la  qualificazione del contratto come rapporto di mandato;
- la previsione che il venditore sia, da un lato, responsabile dell’esecuzione del mandato conferitogli dal viaggiatore e, dall’altro, sia considerato come organizzatore (con le conseguenti responsabilità) nel caso ometta di fornire al viaggiatore tutte le informazioni relative all’organizzatore;
- forme obbligatorie di assicurazione per la responsabilità civile per gli organizzatori ed i venditori;
- si rafforzano le garanzie per il viaggiatore in caso di insolvenza o fallimento degli organizzatori e dei venditori;
- si introduce la nuova categoria dei “servizi turistici collegati”, consistenti nella combinazione di due diversi tipi di servizi turistici, che però non costituiscono un “pacchetto” e comportano la conclusione di contratti distinti. A questi servizi turistici collegati sono estese le misure di protezione in caso di insolvenza o fallimento e sono previsti obblighi di informazione;
- in caso di violazione delle norme da parte del professionista, dell'organizzatore o del venditore, sanzioni amministrative pecuniarie da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 20.000 euro, aumentate in caso di reiterazione o recidiva, nonché sanzioni amministrative accessorie quali la sospensione dell’attività da quindici giorni a tre mesi e, in caso di recidiva reiterazione, la cessazione dell'attività. La competenza per l'applicazione delle sanzioni amministrative è attribuita all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Distribuzione assicurativa

Un secondo decreto attua la Dir. UE 2016/97 sulla distribuzione assicurativa. Esso introduce novità per allineare la normativa nazionale alle norme della Dir. UE 2016/97 e interviene, tra l’altro, in materia di:
- risoluzione stragiudiziale delle controversie;
- organismo di registrazione degli intermediari assicurativi e riassicurativi;
- coordinamento delle disposizioni normative e regolamentari in materia di prodotti di investimento al dettaglio e assicurativi pre-assemblati;
- modifica dell’impianto sanzionatorio di imprese e distributori.

Protezione del know how e delle informazioni commerciali riservate

Un altro dei decreti legislativi approvati dal consiglio dei ministri recepisce la Dir. UE 2016/1943 in materia di protezione del know how e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali), prevedendo misure sanzionatorie in caso di acquisizione, utilizzo o divulgazione di tali informazioni.
Rimane invariata la definizione di “segreti commerciali”, quali «informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore ove siano segrete». 
Il decreto poi stabilisce:
- che il legittimo detentore di informazioni ed esperienze aziendali ha il diritto di vietare ai terzi di acquisirle, utilizzarle e divulgarle, in modo abusivo, salvo il caso in cui siano state conseguite in modo indipendente dal terzo, ampliando la portata del divieto già esistente. Si prevede, infatti, che l’utilizzo o la divulgazione di un segreto commerciale si considerano illeciti anche qualora il soggetto che lo acquisisce  fosse a conoscenza (o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza) del fatto che il segreto commerciale era stato ottenuto direttamente o indirettamente da un terzo che illecitamente lo utilizzava;
-  che la produzione, l’offerta o la commercializzazione di merci costituenti violazione oppure l’importazione, l’esportazione o lo stoccaggio di merci costituenti violazione a tali fini si considerano un utilizzo illecito di un segreto commerciale anche quando il soggetto che svolgeva tali attività era a conoscenza (o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza) del fatto che il segreto commerciale era stato utilizzato illecitamente;
- che sarà punito con la reclusione sino a 2 anni chi viene a conoscenza di segreti commerciali o notizie riservate, scoperte scientifiche e le rivela o le utilizza a proprio vantaggio o chi le acquisisce abusivamente. Se il fatto è commesso usando strumenti informatici la pena è aumentata. La prescrizione è 5 anni. Rimane l’eventualità di azioni per responsabilità contrattuale che si prescrivono in 10 anni;
- che il giudice ordinario, civile, penale, amministrativo e contabile possa vietare alle parti e ai loro rappresentanti, nonché difensori, consulenti e testimoni l’utilizzo e la rivelazione dei segreti commerciali oggetto del provvedimento e  limitare l’accesso alle udienze o ai documenti nel fascicolo d’ufficio. In ogni caso, il giudice, nel disporre le misure correttive e le sanzioni civili dovrà considerare le circostanze del caso concreto, come il valore e le caratteristiche dei segreti commerciali, le misure adottate dal legittimo detentore, ma anche l’impatto del loro impiego, il legittimo interesse delle parti e quello pubblico.

Dott. Francesca D’Ambrosio