21 agosto

Area Lavoro

Conversione in legge del c.d. Decreto Dignità

a cura di Avv. Teresa Pileggi

È stato convertito in legge il DL 87/2018 (c.d. Decreto Dignità), recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. La legge di conversione è stata pubblicata in GU il giorno 11 luglio 2018.

Di seguito le principali modifiche al testo del decreto legge pubblicato, approvate dalla Camera in materia di diritto del lavoro:

  1. L’art. 2 c.  2 D.Lgs. 81/2015 viene modificato aggiungendo alle fattispecie cui si applica la disciplina del lavoro subordinato anche quella delle collaborazioni degli operatori che prestano le attività di cui alla L. 74/2001, ossia nell’ambito dell'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico;
  2. L’art. 19 c. 1 D.Lgs. 81/2015, relativo al contratto a tempo indeterminato, è stato ulteriormente modificato con l’aggiunta del comma 1 bis, che prevede che, In caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a 12 mesi in assenza delle condizioni di cui al comma 1, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di 12  mesi;
  3. L’art. 21 c. 1 D.Lgs. n. 81/2015 in materia di proroghe e rinnovi del contratto a termine, già inserito dal decreto legge, viene modificato con la previsione che, in caso di violazione di quanto disposto dal primo e dal secondo periodo (ossia delle condizioni e limiti stabiliti per proroghe e rinnovi), il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato;
  4. L’art. 1 c. 2 DL 87/2018 che già prevedeva che  le disposizioni di cui al comma 1 del medesimo decreto legge si applicassero ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, viene modificato con l’aggiunta della precisazione che, quanto ai rinnovi e alle proroghe contrattuali, la nuova disciplina si applica solo a quelli/e successivi/e al 31 ottobre 2018.
  5. Il nuovo art. 1 bis DL 87/2018, intitolato “Esonero contributivo per favorire l'occupazione giovanile”, prevede che:
    a) al fine di promuovere l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privato che negli anni 2019 e 2020 assumono lavoratori che non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età, cui si applicano le disposizioni in materia di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, è riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, l'esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile;
    b) condizione per poter beneficiare dell’esonero è che le predette assunzioni riguardino soggetti che alla data della prima assunzione per la quale si applica l'incentivo:
    - non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età e
    - non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro (non ostano però al riconoscimento dell'esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato).
  6. L’art. 31 c.  2 D.Lgs. 81/2015 viene sostituito da un nuovo testo che, da un lato, innalza al 30% la percentuale dei lavoratori assunti a tempo indeterminato costituente il limite di riferimento per le assunzione di lavori con contratto a termine ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato e, dall’altro lato, esclude da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, di soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali e di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati (n. 4 e 99 art. 2 del Reg. UE n. 651/2014);
  7. Viene inserito il nuovo art. 38 bis D.Lgs.81/2015, che reintroduce la sanzione per la somministrazione fraudolenta (integrata quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore), consistente nella pena dell'ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione, sia per il somministratore che per l'utilizzatore (in caso di somministrazione i limiti e le condizioni per l’apposizione del termine, di cui all'art. 19 c. 1 D.Lgs. 81/2015, si applicano esclusivamente all'utilizzatore);
  8. Viene inserito il nuovo art. 2 bis DL 87/2018, che introduce alcune modifiche alla disciplina del lavoro delle prestazioni occasionali di cui all’art. 54 bis DL  50/2017 (c.d. voucher);
  9. Relativamente al contratto a tutele crescenti, l’elevazione delle indennità per il caso di tutela solo risarcitoria per il licenziamento illegittimo, già stabilita  con il decreto legge pubblicato, viene armonizzata con la disciplina della c.d. offerta di conciliazione, elevando a sua volta da tre a ventisette, rispettivamente, il numero di mensilità minimo e massimo costituenti l’oggetto dell’offerta di conciliazione.
  10. L'art. 2 c. 28 L. 92/2012 viene ulteriormente modificato che l’innalzamento del contributo addizionale già previsto dal decreto legge per ogni proroga o rinnovo di contratto a termine – anche in regime di somministrazione – non si applica in caso di rapporto di lavoro domestico.

 

Avv. Teresa Pileggi