30 maggio

Area Fiscale

Cessione del credito da risparmio energetico: chiarimenti

Con riferimento alla possibilità di cedere, dal 1° gennaio 2018, il credito che si origina dal sostenimento delle spese per interventi di riqualificazione energetica (sia su parti comuni degli edifici condominiali, sia su singole unità immobiliari) sono stati forniti importanti chiarimenti.

Cessionari del credito
I soggetti a favore dei quali il credito può essere ceduto sono, in generale, i fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili e gli altri soggetti privati.
Invece, le banche e gli intermediari finanziari possono essere destinatari delle cessioni solamente quando i cedenti, beneficiari della detrazione, sono incapienti, rientrano cioè nella c.d. no tax area.

Rispetto alla regola appena descritta è stato precisato che:
- per altri soggetti privati si intendono, oltre alle persone fisiche, anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d'impresa, anche in forma associata (società ed enti): tutti tali soggetti devono, se la cessione interessa i soggetti diversi dagli incapienti, comunque essere collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Ciò si verifica, ad es., quando, nel caso di interventi condominiali, il credito viene ceduto ad altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali, ovvero, nel caso di interventi realizzati da società appartenenti ad un gruppo, nei confronti delle altre società appartenenti al gruppo stesso;
- nel novero delle banche e degli intermediari finanziari a favore dei quali solo i beneficiari incapienti possono cedere il credito, oltre che gli istituti di credito e gli intermediari autorizzati dalla Banca d'Italia iscritti nell'apposito albo di cui all'art. 106 TUB, anche tutte le società classificabili nel settore delle società finanziarie (quindi anche i Confidi con volumi di attività pari o superiori a 150 milioni di euro, le società fiduciarie, i servicer delle operazioni di cartolarizzazione, le società di cartolarizzazione);
- in ogni caso, il credito non può essere ceduto alle pubbliche amministrazioni.

E' stata invece chiarita l'estensione della platea dei cessionari a:
- organismi associativi, compresi i consorzi e le società consortili, anche se partecipati dai soggetti classificabili nel settore delle società finanziarie, a patto che questi ultimi detengano una quota di partecipazione non maggioritaria o non esercitino un controllo di diritto o di fatto sull'ente partecipato o collegato;
- Energy Service Companies (ESCO), ossia persone fisiche o giuridiche che forniscono servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica, accettando di assumersi un certo margine di rischio finanziario;
- società di servizi energetici (SSE), accreditate presso il GSE, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l'offerta di servizi integrati per la realizzazione e l'eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.

Possibilità di successiva cessione
La prevista possibilità di successiva cessione del credito da parte del primo cessionario è stata limitata ad una sola. Pertanto, al massimo, le cessioni possono esser due: quella originaria, dal beneficiario della detrazione al primo cessionario, e quella successiva, da quest'ultimo al secondo cessionario.

Comportamenti pregressi difformi
I contribuenti che, nel rispetto delle norme in vigore in precedenza, avessero effettuato, prima del 18 maggio 2018, cessioni del credito ulteriori rispetto a quelle consentite in base alle indicazioni del documento di prassi in commento, oppure anche nei confronti di altri soggetti privati non collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione, non saranno sanzionati.

Per l'analisi dettagliata della disciplina relativa agli oneri detraibili IRPEF si rinvia al Memento Fiscale 2018. Rimandiamo invece al Memento Immobili e Condominio per gli aspetti generali del risparmio energetico negli edifici anche condominiali.

Circ. AE 18 maggio 2018 n. 11/E